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Recensioni PS3


Condemned 2: Bloodshot

Grafica: 8.5
Sonoro: 9
Innovazione: 9
Longevità: 8.5
Giocabilità: 8
Modalità Online: 7
8.3/10
Notevole

A cura di superlollo

Un corridoio, interminabile e completamente buio

Questo era Condemned, un'esperienza che vi proiettava all'interno dell'oblio, in compagnia di una torcia malfunzionante ben stretta nella vostra mano.
La torcia, ovviamente, non vi permetteva di vedere il fondo del corridio, perché era troppo buio e pesto, allora cercavate di farvi un’idea di ciò che vi circondava, illuminando le pareti claustrofobiche ai vostri lati. Ma forse era meglio non farlo. Sì, perché ciò che si era presentato alla vostra vista non era di buon auspicio: simboli, scritte strane, scarabocchi inquietanti e una serie di rigoli colanti di sangue denso. E proprio mentre eravate lì, piegati a scrutare la superficie, d’improvviso avete sentito in lontananza dei rapidi passi.
Chi è? Vi sarete domandati. Ma... nessuna risposta. Non lo avreste mai fatto per nessuna ragione al mondo, eppure lentamente vi siete avvicinati alla provenienza di quello stridìo. "Dovevate" farlo, perché eravate Ethan Thomas, un agente dell’FBI alla ricerca di uno spietato serial killer, che avrebbe continuato ad uccidere nel caso in cui vi fosse sfuggito ancora.

Chi ha giocato il primo Condemned ha sicuramente avuto il sangue abbastanza gelido da vivere in prima persona un'esperienza angosciante e carica di suspance: ha percorso le 10 ore di gioco più lente e intense che si siano mai viste dai tempi del primo episiodio di Silent Hill. Si sarà accorto, inoltre, di una rilevante controindicazione:accendere la luce nella propria stanza non è servito a nulla, quantomeno a placare l'angoscia. Condemned si era fatto notare sin da subito, perché bisognava "affrontarlo" con una sola manciata di proiettili e una buona dose di coraggio, usando la forza dei propri pugni e qualche tubo da improvvisare come sola arma a disposizione.


Benvenuti in città

Condemned 2: Bloodshot si svolge 11 mesi dopo il primo capitolo, uscito solo per Xbox 360 ormai 2 anni fa, e vi mette ancora nei panni di Ethan Thomas, che pero’ all’inizio di questo sequel non lavora più per la SCU, un agenzia governativa, ed é diventato un alcolista che soffre di allucinazioni e crisi depressive.
Dopo un breve e confusionario (soprattutto per chi non ha giocato il primo capitolo) filmato introduttivo che mostra la morte del vostro vecchio compagno e mentore Malcolm Vanhorn, verrete obbligati a rientrare nella SCU per indagare sulla sua morte.
Ovviamente questo sarà solo lo spunto per una trama molto più complessa, che conquisterà fin da subito il vostro interesse con tradimenti, omicidi e altre violenze varie causate da una misteriosa ondata di criminalità che ha invaso la città.


FPM: First Person Mazzate

Nonostante la visuale in soggettiva potrebbe farlo pensare, questo non é il classico FPS. Infatti le armi da fuoco avranno un ruolo decisamente marginale in questo titolo che si basa maggiormente sul corpo a corpo, vuoi a mani nude, vuoi con armi da “rissa” classiche come bottiglie e tubi di ferro e altre meno convenzionali come cavi elettrici, protesi e assi del WC.
Nonostante questo i comandi sono molto intuitivi e adottano il classico schema già visto in molti altri shooter: si spara e si tirano i pugni con i tasti dorsali, si corre con i grilletti e si ricarica con il tirangolo. Il sistema funziona bene per il corpo a corpo, un po’ meno per i combattimenti con le armi da fuoco, in cui il sistema di mira non é esattamente preciso come vorreste. Da notare anche la pesante assenza del salto, che rende molte situazioni furstranti e “stupide” come quando vi toccherà fare tutto il giro di una stanza per l’impossibilità di saltare una scatola alta 20cm. Tutte le azioni sono contestuali e comandate dal tasto X, il che rende il gioco un po’ troppo lineare.
Le scazzottate sono sicuramente uno dei punti centrali del gioco e infatti sono presenti moltissime combo, sbloccabili avanzando nel gioco, degne dei migliori picchiaduro. Premendo 2 volte L1 in rapida successione si entra in una specie di slow motion in bianco e nero con le inquadrature che continuano a cambiare in cui dovrete premere i tasti indicati su schermo per spaccare la faccia in vari modi al malcapitato di turno.
In alcuni casi riuscirete a stordire il vostro nemico e allora potrete scegliere se finirlo in modo convenzionale oppure afferarlo per il collo e trascinarlo verso delle location indicate da un teschio in cui scatteranno delle violentissime uccisioni ambientali come schiacciare la testa dentro a una pressa o spaccare un WC con la testa del vostro nuovo amicone.
Un’altra caratteristica peculiare di Condemned sono le scene del crimine: durante le missioni capiterete in dei punti, come per esempio il ritrovamento di un cadavere, in cui dovrete fare un esame forense con vari aggeggi “alla CSI” per stabilire causa e luogo del decesso per poi inviarli alla base, che a seconda delle vostre risposte vi assegnerà un punteggio e vi dirà come proseguire. Per esempio già nella seconda missione dovrete usare una luce UV per seguire le tracce di sangue che porteranno ad un cadavere, di cui dovrete stabilire la causa della morte e fare foto delle ferite che voi giudicherete mortali.
Alla fine di ogni missione vi verrà data una medaglia, di bronzo, d’argento o d’oro, a seconda della vostra abilità nell’esaminare le prove e nel trovare determinati oggetti.
A seconda dell’encomio ricevuto avrete a disposizione vari bonus, come un taser per fulminare i nemici, un tirapugni e persino un giubbotto antiproiettile, tutti oggetti che renderanno il gioco via via più semplice.
Sono anche presenti alcuni elementi puzzle/rpg come il trovare combinazioni di lucchetti per aprire porte o scelte contestuali di risposte che influenzeranno lievemente lo svolgersi della storia.
L’intelligenza artificiale dei nemici é di primissimo livello, e già alla difficoltà più bassa potrete osservare i mostri agire in branco e provare a aggirarvi senza fare rumore per poi aggredirvi con un urlo che vi farà saltare sulla sedia. Gli umani saranno anche in grado di schivare i vostri colpi e non esiteranno a colpirvi con delle combo che farebbero impallidire anche Hulk Hogan.
Per finire sottolineo l’ottima funzione di autosave, che salverà i vostri progressi a intervalli decisamente ravvicinati senza nessuna interruzione del gioco. In questo modo anche in caso di morte non sarete costretti a rifarvi mezza missione con la frustrazione che ne potrebbe derivare.


La storia si ripete

La campagna di Condemned 2 dura sulle 10-12 ore ed é suddiviso in 11 missioni, di cui la prima é praticamente una specie di tutorial che vi insegnerà a combattere.
Inoltre se vorrete sbloccare tutti i bonus dovrete probabilmente rigiocare molte delle missioni più di una volta per scovarne tutti i segreti e ottenere la medaglia d’oro.
Dopo aver completato l’ultima missione potrete anche accedere alla “modalità FPS” in cui avrete a disposizione tutte le armi con i colpi infiniti. In questo modo l’approccio al gioco cambierà radicalmente e quindi é un’ottima idea per raddoppiare la longevità.
Se tutto cio’ non dovesse bastarvi é anche presente una vasta modalità multiplayer che spazia dai classici Deathmatch e Team Deathmatch fino all’originale modalità SCU Vs Bums in cui una squadra impersonerà gli agenti, armati fino ai denti e con molta più energia ma con una sola vita a disposizione, mentre l’altra squadra controllerà i pazzi, deboli e armati sono di spranghe ma con la possibilità di respawn infiniti. Il gioco continua finché tutti gli SCU sono morti, dopodiche vengono invertiti i ruoli.
Un’altra interessante modalità avrà come obbiettivo per i pazzi il dover nascondere delle prove per il livello, dopodiché gli agenti della polizia dovranno trovarle usando i loro aggeggi da CSI.
Seppur con delle varianti molto originali, non si sentiva veramente il bisogno del multiplayer in un gioco come Condemned, e la prova é il fatto che é piuttosto difficile trovare qualcuno con cui giocare, nonostante le partite procedano senza lag ne intoppi. Sembra quasi che il multiplayer sia stato inserito all’ultimo solo per seguire la moda dei giochi attuali.


Violenza al buio

La Grafica di Condemned 2 é di ottimo livello, e alla SEGA hanno sicuramente fatto grossi passi avanti rispetto al capitolo precedente. Gli ambienti sono realizzanti con una cura quasi maniacale anche se ogni tanto salta inspiegabilmente fuori qualche texture in bassissima risoluzione, quasi come se i programmatori si fossero stancati e volessero finire il turno 10 minuti prima. L’atmosfera é sempre scurissima, forse addirittura troppo, ma probabilmente ci troviamo di fronte ad una scelta stilistica vista la natura dark/horror del titolo. Per fortuna il nostro personaggio sarà dotato di una torcia, che oltre ad aiutarci a vedere ci delizierà con delle ombre egregiamente realizzate in tempo reale che spesso finiranno per spaventarci a morte.
I mostri sono realizzati con molta fantasia (malata) mentre purtroppo i nemici umani, per la maggior parte pazzi e drogati, sono tutti un po’ troppo simili tra loro e dopo poche ore di gioco ci si accorgerà che sono gli stessi 5 o 6 modelli che si ripetono. Nonostante questa somiglianza, i nemici sono comunque realizzati ottimamente ed anche le animazioni sono piuttosto credibili e, come tutto il gioco, spaventose.
Ogni tanto per aumentare il senso di oppressione e di angoscia il gioco utilizza dei filtri come l’effetto pellicola, la distorsione e il bianco e nero, tutti ben fatti e che svolgono perfettamente il loro compito di far sembrare paranormale anche una scontatissima camera d’albergo.
Gli effetti particellari come il fumo e il fuoco delle esplosioni non sono esattamente next-gen ma non sfigurano neanche, nonostante sarebbe stato lecito aspettarsi di più, mentre il sangue, presente a litri e in tutte le forme possibili e immaginabili, é estremamente realistico.
L’azione é comunque quasi sempre fluidissima e non si notano significativi cali di framerate nemmeno nelle situazioni più coincitate.
Complessivamente la regia é di ottimo livello, specialmente durante il gioco dove alcuni colpi di scena cambieranno repentinamente le inquadrature dando quel senso di confusione che effettivamente provocherebbe un pazzo che sfonda un muro e vi prende a mazzate.
I video di intermezzo invece non sono purtroppo all’altezza della qualità generale del titolo, e finirete spesso per ignorarli prendendovi una meritata pausa dopo tutta la tensione causata dalla missione appena terminata.


Creepy!

Il comparto sonoro di questo sequel é senza dubbio uno dei suoi maggiori punti di forza: i rumori ambientali sono letteralmente paurosissimi, così come i versi e le grida dei vari nemici. Con un buon impianto Dolby 5.1 farete fatica a giocarci la notte in casa da soli visto che si passa da momenti silenziosissimi e tranquilli a colpi di scena con il soffitto che crolla e qualche mostro che vi si butta addosso facendo versi terrorizzanti.
Nonostante il gioco non si basi certo sulle armi da fuoco, il loro rumore é molto convincente e gli spari del vostro arsenale suoneranno meglio che in molti FPS usciti di recente.
Una vera chicca sono i rumori dei vostri pugni e delle vostre sprangate sui corpi dei
nemici, umani e non, di cui potrete chiaramente sentire il rumore delle ossa che si rompono. Anche il suono delle armi sugli oggetti come le finestre e i mobili sparsi per il livello sono realizzati con molta cura e aumentano parecchio il realismo del titolo.
Le musiche sono praticamente assenti, ma viene da pensare che più che una mancanza sia stata una scelta dei programmatori per creare ulteriore angoscia con un silenzio quasi tombale interrotto solo dai latrati dei mostri e dalle urla dei pazzi sotto anfetamine che infestano i livelli del gioco.
Il doppiaggio sarebbe stato tranquillamente migliorabile, specialmente nei filmati, che non aiutano certo a immedesimarsi nel gioco, ma che al contrario spezzano troppo l’azione.


Conclusioni

Nel caso non l’aveste ancora capito, Condemned 2: Bloodshot non é certo adatto ai deboli di cuore e alla gente facilmente impressionabile. L’atmosfera del gioco é costantemente tesa e quindi non è adatto alle sessioni rapide e per alcuni potrebbe risultare addirittura troppo angosciante per poterlo godere appieno.
Anche il personaggio principale, Ethan, non é il massimo della simpatia e non sarà facile impersonarsi in un maniaco depressivo con evidenti problemi di alcolismo (e di igiene).
Il titolo risulta comunque raccomandabilissimo agli amanti del giochi in soggettiva, specialmente a quelli che vogliono provare qualcosa di diverso dal solito shooter e che non disprezzano il genere horror/splatter. Potremmo definire questo gioco come un Silent Hill in versione più violenta e in soggettiva. Gli spaventi sono assicurati, così come i momenti dove l'azione si farà frenetica, anche se non dotati di potenti armi da fuoco.
Sicuramente chi ha già giocato al primo capitolo della serie gradirà di più questo sequel, in quanto é pieno di riferimenti, e questo penalizza un po’ i possessori di PS3 che non potranno mai giocare al titolo originale senza comprare la console targata Microsoft.
Se poi possedete anche un bel sistema Dolby 5.1, che renderà anche più facile il gioco aiutandovi a capire quando i nemici proveranno a assalirvi da dietro, allora Condemned 2 é un titolo che non potete proprio perdervi



PRO:
  • Ambientazioni
  • Regia
  • Sistema Combo
  • Investigazioni Forensi

CONTRO:

  • Grafica un po' troppo scura
  • Sistema di mira impreciso
  • Video e doppiaggio scadenti
 
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