
Un piccolo passo per me…
Il plot di questo Planet 51 attinge a piene mani dalla trama del film, semplificandola e rendendola, se possibile, ancora meno interessante dell’opera filmica. Arruolato in una missione NASA che ha come intento la colonizzazione di un lontano planetoide (proprio quel Pianeta 51 che dà il nome all’opera), il capitano dell’aviazione Charles "Chuck" Baker parte alla volta di quello che dovrebbe essere, secondo le informazioni, un pianeta disabitato. Atterrato sul suolo alieno con tanto di bandiera ed effetto rallenty, il nostro scopre ben presto che il planetoide è tutt’altro che disabitato, anzi! Su di esso vive una evoluta razza aliena i cui usi e costumi sono molto simili al modello “Happy Days” degli anni '50. Braccato come una minaccia e privato della sua astronave dalle forze militari del pianeta (che scimmiottano nemmeno tanto velatamente l’esercito americano), Chuck verrà salvato dal giovane Lem, un ragazzo alieno tutt’altro che intimorito dall’astronauta ed intenzionato ad aiutarlo, assieme alla sua famiglia, a ritornare sul pianeta Terra. Detto ciò vi evitiamo qualsiasi altro spoiler sulla trama (che poi è in effetti tutta qui), limitandoci a dirvi che se avete apprezzato il plot del film, esso è perfettamente sovrapponibile a quello del videogioco.

Grand Theft Planet (51)?
Come tanti prima di lui, anche questo Planet 51 pesca dalle meccaniche sempreverdi dei più blasonati free roaming urbani (GTA in testa) per imbastire un sistema di gioco che sia un ibrido tra esplorazione, avventura, libertà e tanta, tantissima guida. Tre saranno i personaggi che potremo controllare nel corso della nostra avventura aliena: Chuck, Lem ed il simpatico Rover, un piccolo robot dedito all’esplorazione. Molteplici invece saranno le location che potremmo visitare tra cui svetta, decisamente nella parte del leone, la simpatica quanto ben caratterizzata cittadina di Glipford nel quale si troveranno gran parte delle missioni da svolgere sia a piedi che a bordo dei veicoli. E proprio i veicoli sono forse l’arma migliore a disposizione del titolo che, non per nulla, conta circa il 90% delle sue missioni a bordo dei più disparati mezzi di trasporto. Dalle biciclette alle camionette, tutte rigorosamente “alienizzate”, con un risultato estetico molto gradevole che sta a metà tra retrò e futuristico. Come dicevamo, le missioni a bordo di mezzi di trasporto sono, certamente, le più numerose, ed anche quelle meglio confezionate a dirla tutta. Complice un sistema di guida votato all’arcade ma anche estremamente intuitivo e preciso che permette, anche ai più giovincelli, il perfetto controllo della situazione. Potremo quindi consegnare giornali, scarrozzare persone, rubare auto, partecipare a corse o a destruction derby, con la possibilità, ogni volta, di conquistare un nuovo mezzo per il vastissimo parco macchine a disposizione dei personaggi. E qui finisce il buono del sistema di gioco. Tutto il resto, come si suol dire, è noia. Riagganciandoci proprio alle missioni, non possiamo che constatare due fattori estremamente negativi: in primis la noia che affligge l’utente già dopo i primi incarichi. È infatti palese che, nonostante la parvenza di varietà, il nocciolo delle missioni di guida possa essere riassunto in “guida dal punto A al punto B”. A ciò aggiungiamo anche che i restanti compiti, ossia le sezioni a piedi, sono quanto di peggio si possa giocare su qualsiasi console in commercio (e non parliamo solo della qualità delle missioni in sé, ma anche dell’impreciso quanto legnoso sistema di controllo), ed ecco che capirete sin da ora come questo Planet 51 sia un prodotto assolutamente mediocre. Infine, il gioco gode anche di una abbozzata modalità multiplayer in locale in cui, un massimo di due giocatori, possono scontrarsi a colpi di gare e demolition race. Qualcosa di assolutamente superfluo che, però, grazie all’ottima caratterizzazione del parco macchine, potrebbe appassionare certamente gli utenti più giovani.


