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Recensioni PS3


Sacred 2: Fallen Angel

Grafica: 8.5
Sonoro: 8
Innovazione: 7
Longevità: 9
Giocabilità: 7.5
Modalità Online: 8.6
8.5/10
Notevole

A cura di Francesco "B1GASS" Russo

Di giochi fantasy epici e abnormi appartenenti al cosiddetto "stampo occidentale", ultimamente non ce ne sono stati molti sulle nostre console. Escludendo il deludente Two Worlds, l'unico rimasto nella cerchia dei GDR sopravvissuti è il sempreverde Oblivion, che però risale già a qualche annetto fa.
Il team Ascaron si fa vivo con la promessa di colmare questa "mancanza", facendo approdare su Xbox 360 e PlayStation 3 la versione console di Sacred 2 - Fallen Angel, un gioco di ruolo "puro" già uscito per PC un po' di mesi orsono.
Ma non si parla di semplice porting, infatti il risultato ottenuto sulle console di nuova generazione è addirittura largamente superiore a quello per computer, soprattutto per quanto concerne gli aspetti legati alla stabilità e al divertimento.
E allora seguiteci nelle terre di Ancaria per scoprirne di più.


Dopo il Virus-G è la volta dell'Energia-T

Una magica ma instabile fonte di potere chiamata "Energia T" è il legame che regola tutta la vita del mondo di Ancaria; un dono concesso da un dio generoso chiamato "il Creatore". L'abuso di questa fonte è diventato via via incontrollabile, fino ad inquinare gran parte del regno e provocando strani effetti collaterali: dalla sua forza magica vengono generati mostri di ogni sorta che iniziano a depredare villaggi e seminare morte.
Sarà vostro compito riportare l'ordine e la pace nel regno di Ancaria, oppure farlo cadere nell'oblio, con ogni mezzo e personaggio a vostra disposizione.
Questo è il plot narrativo che vi viene raccontato durante i primi minuti di gioco, attraverso un filmato di apertura molto bello ma, aprite bene le orecchie, non ne sentirete parlare più per tutto il resto dell'avventura. Uno degli aspetti negativi di Sacred 2, infatti, è la mancanza di una vera e propria quest principale che vi accompagni nella vostra epica avventura. Ben presto vi accorgerete che la mole a dir poco impressionante di missioni secondarie (più o meno importanti) sostituiranno quello che sarà il canovaccio di partenza, facendovi dimenticare il vostro scopo ultimo e, soprattutto, il motivo per il quale stavate lottando. La sensazione è quella di avere un gioco enorme con tantissime cose da fare, ma talmente numerose da essere perfino disorientanti.


Tante cose da fare, e così poco tempo...

Se da un lato la quantità di missioni si rivela dispersiva ai fini narrativi, diventa invece un fattore molto interessante per quanto concerne la longevità.
Il divertimento è senza sosta, ogni minuto è pregno di cose da fare: un esempio abbastanza esaustivo è che dopo ben 15 ore di gioco continuato abbiamo scoperto "solo" un misero pezzetto della mappa del mondo, una briciola dell'intero piatto. La verità è che se siete giocatori "malati" di GDR non potrete che dedicare il vostro tempo alla scoperta di missioni, oggetti o luoghi nascosti, ma se siete semplici casual gamer o neofiti al genere Sacred 2 potrebbe annoiarvi a morte.

Inizialmente scegliete la classe di appartenenza, e quindi dovrete decidere se affrontare le vicende con un approccio bellico o magico. In tutto sono disponibili sei personaggi, ognuno con un proprio stile e carattere: la Serafina, l'Alta Elfa, il Guardiano del Tempio, il Guerriero Ombra e l'Inquisitore. Tutti hanno particolari punti di forza e debolezze capaci di fare evolvere l'eroe scelto in modo del tutto diverso. Il personaggio selezionato determina la campagna che si va ad affrontare (della Luce o dell'Ombra) e la divinità che sarà sempre al suo fianco. Alcune opzioni non sono disponibili per tutte le classi: per esempio, la Serafina può combattere solo per la Luce a differenza dell'Inquisitore che invece seguirà la strada dell'Ombra.
La differenza tra le due campagne, però, si è rivelata quasi del tutto irrisoria: è anche assurdo pensare di proporre due giochi in uno, e per giunta due giochi abnormi.
Per quanto riguarda il lato puramente giocabile ci troviamo al cospetto di un titolo di stampo molto classico: livelli che aumentano man mano che si acquisiscono punti-esperienza, magie di tutti i tipi, armi e armature a più non posso e tutti quei parametri funzionali che sapranno fare la gioia degli amanti del genere.
I menu sono molto ben disegnati e concepiti e, nonostante non siano proprio intuitivi all'inizio, dopo un po' riusciranno a farvi compiere semplici operazioni di scambio nel vostro inventario o tra una schermata e l'altra.

Bisogna ammettere, in ogni caso, che Sacred 2 è un titolo creato apposta per chi idolatra questo genere "lungo e difficile", quindi molte delle sue dinamiche ludiche vanno date per scontate. Per esempio: non tutti i giocatori sanno che un'arma in possesso può essere potenziata da una runa, e che questa runa può essere equipaggiata in un preciso slot, e che per creare questa runa sono necessarie altre rune, e che infine vi servirà qualcuno "capace" per unirle tra loro, e ancora, e ancora. Insomma, gli innumerevoli passaggi intermediari allieteranno i fan più avvezzi (per non dire pignoli) ai giochi di ruolo, ma non potranno che disorientare, o persino infastidire, tutti gli altri.
E a proposito di magie e incantesimi vari, Sacred 2 vanta un pacchetto niente male: le discipline che si apprenderanno saranno "intrinseche" del personaggio che sceglierete a inizio storia, allungandovi quindi l'esperienza complessiva qualora vogliate sperimentarle tutte. Si va da fulmini e impulsi energetici, fino a tempeste di lava o di ghiaccio, per poi chiudere in bellezza con evocazioni di creature di ogni fattispecie. E di creature, fidatevi, ne incontrerete a valanghe.

Difficilmente capiterà che ve ne stiate con le mani in mano, visto che ogni 50 metri percorsi dovrete vedervela con un orco, piuttosto che con un ratto o un orso gigante o un minotauro imponente. Tutti i nemici sono ben bilanciati in base al vostro livello-esperienza, rivelandosi sempre impegnativi da abbattere e piuttosto ostici anche alle prime battute di gioco. Potremmo storcere il naso per quel che riguarda la "quantità" di mostri, davvero elevatissima e in alcuni casi un po' fastidiosa ai fini ludici, ma basterà che li raggiriate con uno slalom in sella al vostro cavallo di fiducia.
Sì, perché sarà possibile acquistare una cavalcatura che vi accompagni in ogni angolo remoto di Ancaria, e che sarà sempre presente a un semplice fischio di richiamo. Davvero una mossa non solo divertente ma "necessaria" considerando la vastità del mondo esplorabile.


In due si fa prima. In quattro ancora meglio.

Ed è proprio il caso di dirlo, Sacred 2 vanta un multiplayer coi controfiocchi: tutta l'intera campagna può essere giocata fino a quattro giocatori in contemporanea, e non stiamo parlando di split-screen o di abbonamenti vari, ma sulla stessa console e sullo stesso monitor. Certo, è possibile connetterla in rete e condividere le battaglie con altri giocatori sparsi per il mondo, ma l'idea di essere affiancati (fisicamente s'intende) da un amico in carne e ossa si è rivelata un'esperienza a dir poco appagante.
Tra le tante cose è persino possibile fermare il gioco in qualsiasi momento e riprenderlo nel preciso punto in cui l'avete abbandonato, magari scegliendo un nuovo personaggio, o girovagando per le terre senza una precisa meta, teletrasportandovi dove più vi aggrada.


Un mondo che sembra non finire mai

La prima impressione positiva che abbiamo notato del pacchetto audio-video di Sacred 2 è che dopo tante ore di azione "forsennata" non c'è stato il minimo rallentamento. Tutto scorre fluido come l'acqua, persino durante i momenti di azione intensa (e ce ne sono parecchi) in cui sarete coinvolti a combattere contro nemici di ogni sorta.

L'intero territorio di Ancaria è perfetto: si va da deserti a foreste, da paludi a montagne, fino a giungere in zone arricchite da suggestivi vulcani attivi. Ogni area è disegnata con gusto e armonia e si ha la continua impressione di percorrere un lungo e interminabile viaggio "turistico" in cui potrete fermarvi a gustare la mole di panorami bucolici e idilliaci. Alcune volte sarà possibile entrare in cantine, in prigioni, attraversare antiche rovine sotterranee, o passare per strette vie che non mancheranno di condurvi ad altre nuove avventure.

I personaggi, i mostri e tutta la vita che brulica nel mondo di Ancaria sono realizzati con molta credibilità: il design e le animazioni sono di ottima fattura, persino zoomando al massimo con la telecamera. Senza parlare poi dei vari oggetti recuperabili in tutto il regno: centinaia di armature, armi, magie ed effetti speciali completano "lo stile" di quello che sarà il vostro personaggio scelto, in modo che possiate conferirgli il carattere (estetico) che più vi aggrada.
Ogni città è studiata e progettata in modo eccellente, non solo in linea con il tema "fantasy" del gioco ma anche a livello urbanistico: piccoli borghi di provincia o villaggi di orchi, insediamenti di banditi o città ultra-urbanizzate sapranno accontentare proprio tutti.
L'unico appunto che si può fare è il limitato movimento che viene concesso al giocatore: benché il mondo sia a dir poco vasto, spesso si andrà incontro a una fastidiosa limitazione di "terreno calpestabile". Questo vuol dire che sarete obbligati a percorrere dei binari prestabiliti: per esempio, tutte le zone in cui c'è dell'acqua non possono essere attraversate, anche se si tratta di pozzanghere alte appena cinque centimetri.


Guitar Hero e Rockband? Nah, Sacred 2!

Sacred 2 merita un discorso a parte per quel che concerne il comparto sonoro. Rispetto quello grafico è leggermente sottotono, soprattutto per la mancanza di un vero e proprio doppiaggio o, cosa davvero bizzarra, della presenza di un doppiaggio multilingua. Ebbene sì, in Sacred 2 sentirete parlare sia in italiano che in inglese: il tutto varia a seconda dell'importanza delle quest a cui andrete incontro. Altalenanti anche gli effetti sonori che riguardano la miriade di voci di mostri e mostriciattoli, di personaggi non giocanti o di spade e magie che, comunque, fanno il loro dovere.
Ma la vera chicca, quanto mai insolita, di Sacred 2 è la presenza "sonora e fisica" dei Blind Guardian, gruppo power/epic metal che ha composto la soundrack principale del gioco. Non solo, i componenti della band si faranno vivi nell'immensa Ancaria per chiedervi aiuto durante alcune quest molto interessanti. Ovviamente non vogliamo svelarvi nulla, ma possiamo garantirvi che ne vedrete, e sentirete, delle belle.


Dulcis in fundo

Sacred 2 ci ha colpito positivamente, sia per il comparto tecnico che per quello ludico: tante ore interminabili, un mondo ultra-dettagliato e credibile, alcune chicche insolite e un multiplayer sopra le righe. Ci sono comunque anche alcune note dolenti: un plot narrativo quasi del tutto inesistente, alcune limitazioni nei movimenti sui terreni calpestabili e un concept non proprio originalissimo.
Se siete amanti degli RPG vecchio stile, magari sperando di vedere approdare su console un "certo" Diablo 3, Sacred 2 è più di una dolce attesa... è un must!





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