“Ogni difficoltà su cui si sorvola diventa un fantasma che turberà i nostri sonni.” Frédéric François Chopin
Ouverture
Guardandoci alle spalle possiamo constatare, con un po’ di rammarico, come il mercato si sia momentaneamente fossilizzato su determinati generi videoludici. Grazie soprattutto al fiorire delle potenzialità grafiche dei nuovi hardware, le console di nuova generazione hanno visto un exploit di titoli FPS e poche (seppur degne) alternative nel campo più squisitamente adventure lasciando nel dimenticatoio generi validissimi e apprezzati come gli RPG di cui, ad oggi, possiamo contare i titoli usciti sulla punta delle dita. Fortunatamente il trend sembra in procinto di cambiare, con una buona schiera di giochi di ruolo in lavorazione e/o già pubblicati in territorio nipponico. Un exploit che partendo da titoli "minori", culminerà, poi, con l'attesissimo Final Fantasy XIII di Square Enix. In questo senso, quasi fosse un gustoso antipasto a quelle che dovrebbero essere delle pietanze decisamente più corpose, vi proponiamo oggi un tassello incantevole della nuova era videoludica dei giochi di ruolo: Eternal Sonata, sviluppato dai talentuosi ragazzi del team di Tri-Crescendo.
Lento Andante
L’anno è il 1849 e disteso su quello che sarà il suo letto di morte c’è Frédéric François Chopin. Sono le ultime ore di vita del celebre compositore polacco, ed è in quei momenti di veglia febbrile, di vita e morte, che la mente di Chopin comincia un viaggio che sarà, poi, il viaggio del giocatore.
Con questa premessa Eternal Sonata porta noi (nonché Chopin) in un mondo magico, colorato e vivo, diametralmente opposto a quello in cui il pianista si trova negli ultimi frangenti della sua vita. Un mondo ricco di creature diverse, di città incantate ed infuso di un alone di magia quasi “romantico” che sembra voler evocare vecchi valzer e sonate che il compositore ha scritto quando era nel pieno della salute. Un mondo splendido ma non perfetto poiché sul costante piede di guerra. Due eserciti contrapposti e dalle forti motivazioni si stanno dando battaglia senza sosta: I Ribelli comandati dal forte e determinato Jazz, e l’esercito reale comandato dal malvagio Conte Valzer.
È in questo regno incantato che Chopin farà la conoscenza di due nuovi personaggi, sostanzialmente anch’essi protagonisti del gioco al pari dello stesso Frédéric: Polka e Allegretto.
Polka, in effetti, sarà il nostro primo incontro all'interno del mondo di Eternal Sonata. Destinata a salvare il mondo in seguito ad un climax di eventi finemente orchestrati dalla trama, la giovane ragazza comincia il gioco nei panni di una umile venditrice di polvere lenitiva, una sostanza ottenuta da alcuni fiori capace di guarire ferite e malattie. Questa vita di stenti (segnata soprattutto da una misteriosa malattia, che infetta la ragazza donandole capacità magiche e, al contempo, causa paura nel resto degli abitanti del villaggio) subisce un cambiamento radicale quando a suddetta polvere di fiori viene affiancata una sostanza dalle medesime proprietà ma di origine minerale su cui il governo impone una tassa più bassa, rendendola perciò più economica. Decisa a fare luce sull'incredibile tassazione che sta impoverendo tutto il paese, Polka intraprenderà un viaggio verso la Città di Forte per chiedere udienza al governatore, il conte Valzer, al fine di ottenere spiegazioni sulla notevole mole di tasse imposte dal governo. Nel corso del viaggio si imbatterà non solo nello spaesato Chopin, ma anche nel succitato Allegretto, un ragazzo scapestrato che insieme al suo compagno Beat vive di furtarelli alla Robin Hood per aiutare quelli che proprio dalle tasse sono stati costretti ad un'estrema povertà. Da qui in poi, seppur in maniera piuttosto lineare, Chopin (ed il giocatore per mezzo di lui) scopriranno sempre di più su quel che si cela dietro questo sogno (sempre che di un sogno si tratti) e dietro la guerra e la povertà che minacciano di trasformarlo in un incubo.
Vecchio Valzer
Il titolo Tri-Crescendo imposta il proprio gameplay su canoni classici e collaudati. Se da un lato la qualità e la solidità del gameplay potrebbero sembrare indubbi, dall’altro il giocatore più esigente potrebbe sentirsi deluso dalla mancanza di una vera e propria novità. Su tutto dobbiamo dire che sebbene Eternal Sonata brilli per ciò che concerne la trama (davvero di fattura lodevole) stessa cosa non si può dire per la varietà di ambienti e situazioni attraverso cui la stessa trama trova svolgimento. Il giocatore, come abbiamo detto, si trova immerso in situazioni sin troppo “classiche” per cui potremmo dividere il gioco in tre fasi distinte e nettamente differenti: esplorazione , combattimento e gestione, con il combattimento a fare decisamente la parte del leone.
Gestione dei personaggi ed esplorazione sono forse troppo ancorati a stilemi vecchi, ma mentre nel primo caso la cosa garantisce comunque una certa “identità” per i personaggi (giusto per farvi un esempio: il tanker del gioco resterà sempre tale e non subirà mai “contaminazioni” alla Final Fantasy 12), l’esplorazione può risultare a tratti persino frustrante e forse troppo ripetitiva.
Intendiamoci: Eternal Sonata offre alcuni dei più bei scorci paesaggistici che si possano ammirare in un titolo di nuova generazione, ma il problema è che il giocatore si troverà sempre e solo a seguire una sorta di “linea guida” che, partendo dalla tipica città, lo porterà poi per “la strada”, “il dungeon” ed infine “il boss”. Alla fine del ciclo la solfa riprende da capo, intervallata magari dall’immancabile giro tra i negozio dalla chiacchierata con qualche PNG in più. Niente di più, anzi forse qualcosa di meno! Per una stravagante scelta stilistica, difatti, Eternal Sonata non implementa alcun tipo di mappa che possa venire incontro alle esigenze del giocatore e, sebbene la cosa abbia dapprincipio un certo fascino per ciò che concerne l’esplorazione, ben presto ci si rende conto di quanto la mancanza di una mappa renda frustrante l’esperienza di gioco per ciò che concerne soprattutto i dungeons (alcuni dei quali notevolmente ostici). Troppo spesso si ha l’impressione di trovare l’uscita per una questione di sola fortuna, ed il più delle volte nel tentativo di ritrovare qualche tesoro che magari si è smarrito ci si ritroverà a compiere ore di esplorazione per nulla.
Variazioni e Notturni
Il combattimento è decisamente la parte del gameplay che ci ha convinti di più. Gli scontri sono sempre vari e soprattutto sono divertenti ed impegnativi quel tanto che basta a tenere l’attenzione sempre molto alta. Su tutto chiariamo una cosa: in Eternal Sonata non ci sono (alleluja!) gli incontri casuali, ed il giocatore è quindi libero di scegliere se combattere o meno con la maggior parte dei nemici, sempre ben visibili sulla mappa e dalle differenti routine comportamentali che li porteranno ad attaccarci o più semplicemente ad ignorarci se saremo padroni della dovuta cautela. È ovvio che ignorare i nemici vi darà la possibilità di esplorare il gioco con più tranquillità, ma di controcanto renderà i vostri personaggi deboli ed impreparati ad affrontare i Boss del gioco (alcuni davvero impegnativi e coriacei).
Tornando al combattimento vero e proprio, dobbiamo dire che il lavoro svolto da Tri-Crescendo è più che lodevole e, come detto, regala un’esperienza coinvolgente e soprattutto dinamica risultano come un ibrido tra un sistema classico di combattimento a turni ed uno scontro in tempo reale alla Kingdom Hearts. All’inizio dello scontro scenderanno in campo tre elementi del nostro party che, in alternanza con il nemico, avranno un determinato tempo (una manciata di secondi netti) per poter decidere se spostarsi, attaccare, usare magie e così via. Il bello è che entro i limiti del tempo dettato dal timer, il giocatore potrà intraprendere un qualsiasi numero di azioni, aprendo quindi la strada a lunghe serie di attacchi standard in catena che genereranno, com'è ovvio, le cosiddette Combo il cui numero sarà sempre visibile su schermo per mezzo di un apposito indicatore. Proprio le combo hanno, in tal senso, un'importanza fondamentale dettata dal fatto che, maggiore sarà il numero di combo inanellate, e maggiore sarà il danno che il nostro personaggio potrà infliggere per mezzo di un latale attacco speciale in seguito al quale l'indicatore di Combo si svuoterà. Ovviamente un sistema del genere, basato sulla velocità e la ponderatezza delle azioni fa strada a tutta una serie di "riflessioni strategiche" che porteranno ogni giocatore ad intraprendere le battaglie secondo un proprio personalissimo stile (attacchi lenti ma potenti, o combo veloci di personaggi agili ma deboli?). Oltre a ciò c'è da dire che, a differenza di molti titoli simili, Eternal Sonata offre un dinamismo esemplare persino nei momenti in cui è il nemico ad effettuare le sue mosse d'attacco in seguito alle quali saremo "obbligati" alla pressione del tasto adibito alla difesa in modo da ridurre al minimo possibile i danni. Tentennare o starsene con il pad in mano imbambolati a guardare lo schermo è, a conti fatti, un lusso che non viene permesso al giocatore costantemente (e positivamente) stimolato ad un gioco dinamico e per questo mai ripetitivo o noioso. Ma la novità più influente nel sistema di combattimento è sicuramente l’introduzione di un parametro che modifica le potenzialità e gli attacchi sia degli eroi che dei nemici in base alla presenza del fattore luce/ombra.
In pratica in base al fatto che si stia percorrendo o meno un tratto dell’arena in cui è presente un’ombra i parametri dei personaggi cambieranno e, nel caso di membri del nostro party, acquisteranno una potente mossa speciale. Molti mostri potrebbero invece addirittura cambiare forma divenendo piccoli e sfuggenti o enormi e devastanti! Altra interessantissima introduzione è il “party level” che, come intuibile, stabilisce il livello di forza di tutto il party. Esso salirà solo in determinati momenti del gioco e implementerà alla già consistente parte tattica alcune “chicche” come la possibilità di eseguire più attacchi al costo di dover ragionare in minor tempo e via dicendo. Insomma, tattica, azione e dinamismo, dal punto di vista dei combattimenti ci sentiamo più che soddisfatti; certo è vero che il sistema richiede un po’ di pratica, ma resta coinvolgente dall’inizio alla fine.
Il tocco del compositore
Come ben chiarificato dall’introduzione, il gioco è incentrato sulla figura carismatica dell’illustre Frédéric François Chopin, compositore polacco nonché talento indiscusso del pianoforte e della musica in generale.
Il gioco, in effetti, è in un certo senso un’ode al compositore stesso ed alle sue opere, cosa che si evince non solo dall’ottima caratterizzazione acustica del titolo (ma di questo parleremo a breve), ma anche dall’intero imbastimento di storia e character design. I personaggi della storia (Polca, Allegretto, Andantino, Jazz) così come le città (Città di Forte, inteso “pianoForte”) o anche solo il design delle armi richiama al mondo della musica (in generale) e della musica classica (nel particolare).
La musica è dunque un concetto fondamentale nel gioco, e non bastasse la presenza di alcune mini quest in cui occorre “consegnare” un brano musicale a determinati personaggi per ricevere un premio, a ricordarci il paradigma di sopra incorrono anche talune sfide musicali in cui proprio Chopin dovrà sconfiggere determinati nemici a colpi di musica e composizione.
Il lavoro generale è eccelso, l’integrazione del concetto di un mondo “musicalmente coerente” è intelligente e ben studiata, anche se l’implementazione proprio dell’artista polacco lasci a tratti un po’ perplessi.
Potremmo dire che, in generale, la storia corre su due binari paralleli ed indissolubilmente legati: Chopin delirante sul letto di morte e lo stesso autore coinvolto negli eventi del mondo di Eternal Sonata. Ed è forse proprio il primo punto della narrazione a lasciare maggiormente dubbiosi: l’introduzione della vita reale di Chopin sembra una forzatura, un vezzo dettato (probabilmente) più dalla passione degli sviluppatori per la musica di Frédéric piuttosto che da una “reale” esigenza narrativa.
Il gioco è ricco di momenti in cui cut scene impreziosite dai dettagli biografici sul pianista si avvicendano su schermo. Forse proprio questi sono i momenti più noiosi del gioco, apparentemente slegati dalla trama principale e, come detto sopra, risultanti più il frutto di una smodata passione che altro; certo sono anche i momenti in cui ci è dato saggiare alcune delle bellissime musiche composte originariamente dal pianista, e sicuramente ai più una lezione di storia non farà male, tuttavia non possiamo che confermare, in ogni caso, la nostra perplessità.
Fanfara Incalzante
Graficamente il gioco è più che gradevole. Grazie alla potenza degli hardware di nuova generazione Tri-Crescendo a confezionato alcuni degli ambienti più vivi e colorati di sempre, capaci di regalare ben più di uno scorcio evocativo il tutto tinteggiato da una superba colorazione pastello e da uno stile manga dannatamente azzeccato.
Certo l’occhio più attento potrebbe riconoscere, nel complesso, alcune texture un po’ sottotono rispetto alla totalità dell’opera, ma si tratta di sbavature marginali e difficilmente osservabili. I modelli dei personaggi, poi, sono praticamente perfetti e sono riccamente animati, i loro movimenti sono ottimamente calcolati e sono capaci (in supporto ad una splendida interpretazione del doppiaggio) di restituire degnamente le emozioni dettate dalla recitazione digitale dei modelli. I momenti focali nel quale osservare il tutto sono sicuramente i combattimenti e le frequenti cut scene dove, al pari di una produzione animata, i modelli dei personaggi si comportano sempre in maniera impeccabile lasciandosi ammirare soprattutto per ciò che concerne la loro maniacale caratterizzazione, palesata, su tutto, dai loro meravigliosi abiti. Unica vera pecca è la modellazione dei volti, forse tutti un po’ troppo simili, ma comunque capaci di restituire degnamente le emozioni del caso.
Curato dal genio di Motoi Sakuraba (compositore delle musiche di alcune grandi serie come “Tales of…”, “Star Ocean” e “Valkyrie Profile”) il comparto sonoro risulta praticamente eccellente, integrando ad una colonna sonora originale di sicuro impatto alcuni “scorci” di opere celebri composte da Chopin. Anche gli effetti sonori sono di ottima fattura, e sono perfettamente integrati con il contesto nel quale è possibile sentirli, sia esso uno scontro, un paesaggio o una città.
In chiusura…
Chi avesse già terminato il gioco per Xbox 360 è tenuto a sapere che l'uscita su PS3 non giustifica per niente l'acquista della nuova versione del gioco.
Le aggiunte sono ridotte a soli due nuovi personaggi giocabili ed a una manciata di nuovi dungeons, e persino i famosi trofei (nonostante le promesse di Tri-Crescendo) non sono stati implementati nel titolo rendendolo di fatto "monco". La novità forse più rilevante è rintracciabile nel restyle della colorazione della versione PS3 (più vivida e cangiante), nonché in un nuovo bilanciamento del livello difficoltà, cosa che rende l'esperienza su PS3 decisamente più impegnativa rispetto alla sua controparte 360; in ogni caso ci sembra di poter tranquillamente affermare che nessuna delle introduzioni effettuate sembrerebbe propedeutica ad un nuovo acquisto.
Per il resto, Eternal Sonata è il titolo cui tutti i possessori di PS3 ed amanti di RPG dovrebbero puntare in mancanza di altro su cui catalizzare la propria attesa. Il titolo è confezionato degnamente e risulta godibilissimo e piacevole sin dalle prime ore di gioco. Certo la struttura decisamente retrò con il quale il titolo è stato progettato potrebbe scoraggiare i giocatori necessariamente bisognosi di novità, ma nel complesso Eternal Sonata resta una storia caldamente consigliata, un gioco evocativo che sarà sicuramente conquistare (grazie anche all’ottimo sistema di combattimento) anche i giocatori più esigenti.
PRO
Ouverture
Guardandoci alle spalle possiamo constatare, con un po’ di rammarico, come il mercato si sia momentaneamente fossilizzato su determinati generi videoludici. Grazie soprattutto al fiorire delle potenzialità grafiche dei nuovi hardware, le console di nuova generazione hanno visto un exploit di titoli FPS e poche (seppur degne) alternative nel campo più squisitamente adventure lasciando nel dimenticatoio generi validissimi e apprezzati come gli RPG di cui, ad oggi, possiamo contare i titoli usciti sulla punta delle dita. Fortunatamente il trend sembra in procinto di cambiare, con una buona schiera di giochi di ruolo in lavorazione e/o già pubblicati in territorio nipponico. Un exploit che partendo da titoli "minori", culminerà, poi, con l'attesissimo Final Fantasy XIII di Square Enix. In questo senso, quasi fosse un gustoso antipasto a quelle che dovrebbero essere delle pietanze decisamente più corpose, vi proponiamo oggi un tassello incantevole della nuova era videoludica dei giochi di ruolo: Eternal Sonata, sviluppato dai talentuosi ragazzi del team di Tri-Crescendo.
Lento Andante
L’anno è il 1849 e disteso su quello che sarà il suo letto di morte c’è Frédéric François Chopin. Sono le ultime ore di vita del celebre compositore polacco, ed è in quei momenti di veglia febbrile, di vita e morte, che la mente di Chopin comincia un viaggio che sarà, poi, il viaggio del giocatore.
Con questa premessa Eternal Sonata porta noi (nonché Chopin) in un mondo magico, colorato e vivo, diametralmente opposto a quello in cui il pianista si trova negli ultimi frangenti della sua vita. Un mondo ricco di creature diverse, di città incantate ed infuso di un alone di magia quasi “romantico” che sembra voler evocare vecchi valzer e sonate che il compositore ha scritto quando era nel pieno della salute. Un mondo splendido ma non perfetto poiché sul costante piede di guerra. Due eserciti contrapposti e dalle forti motivazioni si stanno dando battaglia senza sosta: I Ribelli comandati dal forte e determinato Jazz, e l’esercito reale comandato dal malvagio Conte Valzer.
È in questo regno incantato che Chopin farà la conoscenza di due nuovi personaggi, sostanzialmente anch’essi protagonisti del gioco al pari dello stesso Frédéric: Polka e Allegretto.
Polka, in effetti, sarà il nostro primo incontro all'interno del mondo di Eternal Sonata. Destinata a salvare il mondo in seguito ad un climax di eventi finemente orchestrati dalla trama, la giovane ragazza comincia il gioco nei panni di una umile venditrice di polvere lenitiva, una sostanza ottenuta da alcuni fiori capace di guarire ferite e malattie. Questa vita di stenti (segnata soprattutto da una misteriosa malattia, che infetta la ragazza donandole capacità magiche e, al contempo, causa paura nel resto degli abitanti del villaggio) subisce un cambiamento radicale quando a suddetta polvere di fiori viene affiancata una sostanza dalle medesime proprietà ma di origine minerale su cui il governo impone una tassa più bassa, rendendola perciò più economica. Decisa a fare luce sull'incredibile tassazione che sta impoverendo tutto il paese, Polka intraprenderà un viaggio verso la Città di Forte per chiedere udienza al governatore, il conte Valzer, al fine di ottenere spiegazioni sulla notevole mole di tasse imposte dal governo. Nel corso del viaggio si imbatterà non solo nello spaesato Chopin, ma anche nel succitato Allegretto, un ragazzo scapestrato che insieme al suo compagno Beat vive di furtarelli alla Robin Hood per aiutare quelli che proprio dalle tasse sono stati costretti ad un'estrema povertà. Da qui in poi, seppur in maniera piuttosto lineare, Chopin (ed il giocatore per mezzo di lui) scopriranno sempre di più su quel che si cela dietro questo sogno (sempre che di un sogno si tratti) e dietro la guerra e la povertà che minacciano di trasformarlo in un incubo.
Vecchio Valzer
Il titolo Tri-Crescendo imposta il proprio gameplay su canoni classici e collaudati. Se da un lato la qualità e la solidità del gameplay potrebbero sembrare indubbi, dall’altro il giocatore più esigente potrebbe sentirsi deluso dalla mancanza di una vera e propria novità. Su tutto dobbiamo dire che sebbene Eternal Sonata brilli per ciò che concerne la trama (davvero di fattura lodevole) stessa cosa non si può dire per la varietà di ambienti e situazioni attraverso cui la stessa trama trova svolgimento. Il giocatore, come abbiamo detto, si trova immerso in situazioni sin troppo “classiche” per cui potremmo dividere il gioco in tre fasi distinte e nettamente differenti: esplorazione , combattimento e gestione, con il combattimento a fare decisamente la parte del leone.
Gestione dei personaggi ed esplorazione sono forse troppo ancorati a stilemi vecchi, ma mentre nel primo caso la cosa garantisce comunque una certa “identità” per i personaggi (giusto per farvi un esempio: il tanker del gioco resterà sempre tale e non subirà mai “contaminazioni” alla Final Fantasy 12), l’esplorazione può risultare a tratti persino frustrante e forse troppo ripetitiva.
Intendiamoci: Eternal Sonata offre alcuni dei più bei scorci paesaggistici che si possano ammirare in un titolo di nuova generazione, ma il problema è che il giocatore si troverà sempre e solo a seguire una sorta di “linea guida” che, partendo dalla tipica città, lo porterà poi per “la strada”, “il dungeon” ed infine “il boss”. Alla fine del ciclo la solfa riprende da capo, intervallata magari dall’immancabile giro tra i negozio dalla chiacchierata con qualche PNG in più. Niente di più, anzi forse qualcosa di meno! Per una stravagante scelta stilistica, difatti, Eternal Sonata non implementa alcun tipo di mappa che possa venire incontro alle esigenze del giocatore e, sebbene la cosa abbia dapprincipio un certo fascino per ciò che concerne l’esplorazione, ben presto ci si rende conto di quanto la mancanza di una mappa renda frustrante l’esperienza di gioco per ciò che concerne soprattutto i dungeons (alcuni dei quali notevolmente ostici). Troppo spesso si ha l’impressione di trovare l’uscita per una questione di sola fortuna, ed il più delle volte nel tentativo di ritrovare qualche tesoro che magari si è smarrito ci si ritroverà a compiere ore di esplorazione per nulla.
Variazioni e Notturni
Il combattimento è decisamente la parte del gameplay che ci ha convinti di più. Gli scontri sono sempre vari e soprattutto sono divertenti ed impegnativi quel tanto che basta a tenere l’attenzione sempre molto alta. Su tutto chiariamo una cosa: in Eternal Sonata non ci sono (alleluja!) gli incontri casuali, ed il giocatore è quindi libero di scegliere se combattere o meno con la maggior parte dei nemici, sempre ben visibili sulla mappa e dalle differenti routine comportamentali che li porteranno ad attaccarci o più semplicemente ad ignorarci se saremo padroni della dovuta cautela. È ovvio che ignorare i nemici vi darà la possibilità di esplorare il gioco con più tranquillità, ma di controcanto renderà i vostri personaggi deboli ed impreparati ad affrontare i Boss del gioco (alcuni davvero impegnativi e coriacei).
Tornando al combattimento vero e proprio, dobbiamo dire che il lavoro svolto da Tri-Crescendo è più che lodevole e, come detto, regala un’esperienza coinvolgente e soprattutto dinamica risultano come un ibrido tra un sistema classico di combattimento a turni ed uno scontro in tempo reale alla Kingdom Hearts. All’inizio dello scontro scenderanno in campo tre elementi del nostro party che, in alternanza con il nemico, avranno un determinato tempo (una manciata di secondi netti) per poter decidere se spostarsi, attaccare, usare magie e così via. Il bello è che entro i limiti del tempo dettato dal timer, il giocatore potrà intraprendere un qualsiasi numero di azioni, aprendo quindi la strada a lunghe serie di attacchi standard in catena che genereranno, com'è ovvio, le cosiddette Combo il cui numero sarà sempre visibile su schermo per mezzo di un apposito indicatore. Proprio le combo hanno, in tal senso, un'importanza fondamentale dettata dal fatto che, maggiore sarà il numero di combo inanellate, e maggiore sarà il danno che il nostro personaggio potrà infliggere per mezzo di un latale attacco speciale in seguito al quale l'indicatore di Combo si svuoterà. Ovviamente un sistema del genere, basato sulla velocità e la ponderatezza delle azioni fa strada a tutta una serie di "riflessioni strategiche" che porteranno ogni giocatore ad intraprendere le battaglie secondo un proprio personalissimo stile (attacchi lenti ma potenti, o combo veloci di personaggi agili ma deboli?). Oltre a ciò c'è da dire che, a differenza di molti titoli simili, Eternal Sonata offre un dinamismo esemplare persino nei momenti in cui è il nemico ad effettuare le sue mosse d'attacco in seguito alle quali saremo "obbligati" alla pressione del tasto adibito alla difesa in modo da ridurre al minimo possibile i danni. Tentennare o starsene con il pad in mano imbambolati a guardare lo schermo è, a conti fatti, un lusso che non viene permesso al giocatore costantemente (e positivamente) stimolato ad un gioco dinamico e per questo mai ripetitivo o noioso. Ma la novità più influente nel sistema di combattimento è sicuramente l’introduzione di un parametro che modifica le potenzialità e gli attacchi sia degli eroi che dei nemici in base alla presenza del fattore luce/ombra.
In pratica in base al fatto che si stia percorrendo o meno un tratto dell’arena in cui è presente un’ombra i parametri dei personaggi cambieranno e, nel caso di membri del nostro party, acquisteranno una potente mossa speciale. Molti mostri potrebbero invece addirittura cambiare forma divenendo piccoli e sfuggenti o enormi e devastanti! Altra interessantissima introduzione è il “party level” che, come intuibile, stabilisce il livello di forza di tutto il party. Esso salirà solo in determinati momenti del gioco e implementerà alla già consistente parte tattica alcune “chicche” come la possibilità di eseguire più attacchi al costo di dover ragionare in minor tempo e via dicendo. Insomma, tattica, azione e dinamismo, dal punto di vista dei combattimenti ci sentiamo più che soddisfatti; certo è vero che il sistema richiede un po’ di pratica, ma resta coinvolgente dall’inizio alla fine.
Il tocco del compositore
Come ben chiarificato dall’introduzione, il gioco è incentrato sulla figura carismatica dell’illustre Frédéric François Chopin, compositore polacco nonché talento indiscusso del pianoforte e della musica in generale.
Il gioco, in effetti, è in un certo senso un’ode al compositore stesso ed alle sue opere, cosa che si evince non solo dall’ottima caratterizzazione acustica del titolo (ma di questo parleremo a breve), ma anche dall’intero imbastimento di storia e character design. I personaggi della storia (Polca, Allegretto, Andantino, Jazz) così come le città (Città di Forte, inteso “pianoForte”) o anche solo il design delle armi richiama al mondo della musica (in generale) e della musica classica (nel particolare).
La musica è dunque un concetto fondamentale nel gioco, e non bastasse la presenza di alcune mini quest in cui occorre “consegnare” un brano musicale a determinati personaggi per ricevere un premio, a ricordarci il paradigma di sopra incorrono anche talune sfide musicali in cui proprio Chopin dovrà sconfiggere determinati nemici a colpi di musica e composizione.
Il lavoro generale è eccelso, l’integrazione del concetto di un mondo “musicalmente coerente” è intelligente e ben studiata, anche se l’implementazione proprio dell’artista polacco lasci a tratti un po’ perplessi.
Potremmo dire che, in generale, la storia corre su due binari paralleli ed indissolubilmente legati: Chopin delirante sul letto di morte e lo stesso autore coinvolto negli eventi del mondo di Eternal Sonata. Ed è forse proprio il primo punto della narrazione a lasciare maggiormente dubbiosi: l’introduzione della vita reale di Chopin sembra una forzatura, un vezzo dettato (probabilmente) più dalla passione degli sviluppatori per la musica di Frédéric piuttosto che da una “reale” esigenza narrativa.
Il gioco è ricco di momenti in cui cut scene impreziosite dai dettagli biografici sul pianista si avvicendano su schermo. Forse proprio questi sono i momenti più noiosi del gioco, apparentemente slegati dalla trama principale e, come detto sopra, risultanti più il frutto di una smodata passione che altro; certo sono anche i momenti in cui ci è dato saggiare alcune delle bellissime musiche composte originariamente dal pianista, e sicuramente ai più una lezione di storia non farà male, tuttavia non possiamo che confermare, in ogni caso, la nostra perplessità.
Fanfara Incalzante
Graficamente il gioco è più che gradevole. Grazie alla potenza degli hardware di nuova generazione Tri-Crescendo a confezionato alcuni degli ambienti più vivi e colorati di sempre, capaci di regalare ben più di uno scorcio evocativo il tutto tinteggiato da una superba colorazione pastello e da uno stile manga dannatamente azzeccato.
Certo l’occhio più attento potrebbe riconoscere, nel complesso, alcune texture un po’ sottotono rispetto alla totalità dell’opera, ma si tratta di sbavature marginali e difficilmente osservabili. I modelli dei personaggi, poi, sono praticamente perfetti e sono riccamente animati, i loro movimenti sono ottimamente calcolati e sono capaci (in supporto ad una splendida interpretazione del doppiaggio) di restituire degnamente le emozioni dettate dalla recitazione digitale dei modelli. I momenti focali nel quale osservare il tutto sono sicuramente i combattimenti e le frequenti cut scene dove, al pari di una produzione animata, i modelli dei personaggi si comportano sempre in maniera impeccabile lasciandosi ammirare soprattutto per ciò che concerne la loro maniacale caratterizzazione, palesata, su tutto, dai loro meravigliosi abiti. Unica vera pecca è la modellazione dei volti, forse tutti un po’ troppo simili, ma comunque capaci di restituire degnamente le emozioni del caso.
Curato dal genio di Motoi Sakuraba (compositore delle musiche di alcune grandi serie come “Tales of…”, “Star Ocean” e “Valkyrie Profile”) il comparto sonoro risulta praticamente eccellente, integrando ad una colonna sonora originale di sicuro impatto alcuni “scorci” di opere celebri composte da Chopin. Anche gli effetti sonori sono di ottima fattura, e sono perfettamente integrati con il contesto nel quale è possibile sentirli, sia esso uno scontro, un paesaggio o una città.
In chiusura…
Chi avesse già terminato il gioco per Xbox 360 è tenuto a sapere che l'uscita su PS3 non giustifica per niente l'acquista della nuova versione del gioco.
Le aggiunte sono ridotte a soli due nuovi personaggi giocabili ed a una manciata di nuovi dungeons, e persino i famosi trofei (nonostante le promesse di Tri-Crescendo) non sono stati implementati nel titolo rendendolo di fatto "monco". La novità forse più rilevante è rintracciabile nel restyle della colorazione della versione PS3 (più vivida e cangiante), nonché in un nuovo bilanciamento del livello difficoltà, cosa che rende l'esperienza su PS3 decisamente più impegnativa rispetto alla sua controparte 360; in ogni caso ci sembra di poter tranquillamente affermare che nessuna delle introduzioni effettuate sembrerebbe propedeutica ad un nuovo acquisto.
Per il resto, Eternal Sonata è il titolo cui tutti i possessori di PS3 ed amanti di RPG dovrebbero puntare in mancanza di altro su cui catalizzare la propria attesa. Il titolo è confezionato degnamente e risulta godibilissimo e piacevole sin dalle prime ore di gioco. Certo la struttura decisamente retrò con il quale il titolo è stato progettato potrebbe scoraggiare i giocatori necessariamente bisognosi di novità, ma nel complesso Eternal Sonata resta una storia caldamente consigliata, un gioco evocativo che sarà sicuramente conquistare (grazie anche all’ottimo sistema di combattimento) anche i giocatori più esigenti.
PRO
- Ottima trama;
- comparto grafico eccellente;
- sistema di combattimento coinvolgente;
- colonna sonora eccezionale.
- Stampo di gioco troppo vecchio stile;
- L'assenza della mappa rende l'esplorazione frustrante.

