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Recensioni PS3


Motorstorm

Grafica: 8.4
Sonoro: 8.2
Innovazione: 8
Longevità: 7.7
Giocabilità: 8.5
Modalità Online: 8
8.2/10
Notevole

A cura di Fargo

La cultura motoristica del Bel Paese sfoggia indubbiamente una gloriosa tradizione; sia che si tratti di due come di quattro ruote il successo sul circuito si è sempre accompagnato a una passione popolare mai sopita, per quanto vissuta a fasi alterne. La Formula 1 e il Motociclismo da strada hanno tuttavia surclassato l'altra faccia dello sport a motore: quella compromessa con la fanghiglia, con il polveroso e non-cementato. Così, mentre le nostre città a poco a poco hanno imparato a soffocare sotto la betoniera infestante, noi abbiamo imparato a godere del vittorioso incedere delle ruote sul secco bitume, relegando a mera curiosità sportiva tutto quello che gareggia sullo sterrato: in poche parole, popolo di santi, poeti e viaggiatori sì, ma decisamente non di rallysti.
Quale dovrebbe essere allora il nostro impatto con questo titolo, Motorstorm, che fa della guerriglia tra macchine da rally e moto da cross lanciate su piste fangose il suo luogo di esistenza? La domanda non è banale, perchè si insinua tra le motivazioni per cui dovremmo avvicinarci a questo titolo piuttosto che a un altro.
Una risposta, anche piuttosto ironica, è la relativa penuria di giochi disponibili al lancio di Ps3, ma non esaurisce definitivamente la questione, perchè non tiene conto di un aspetto importante: Motorstorm è un gioco divertente e ben realizzato. Vediamo come e perchè.

Motorstorm non è luogo per pupe

Che alle nostre belle tutine da corsa e scarpe Puma Racing avremmo fatto meglio a preferire anfibi, elmi da trincea e salopettes, risulta chiaro dal filmato introduttivo, dove veniamo catapultati nel cuore del deserto statunitense (e dove altrimenti?), attraverso un susseguirsi frenetico di immagini di scontri tra vetture, piroette di motociclisti scaraventati in aria e roboanti esplosioni a ritmo di Hard Rock, il tutto volto a contestualizzare più che a introdurre: dichiarazione autorevole che ci dice come l'attenersi a una storyline sarà proprio l'ultima delle preoccupazioni per i piloti di Motorstorm.
A fare da sfondo a questa follia omicida/suicida tradotta in competizione corsistica sfrenata, scenari grandiosi e insoliti come il Gran Canyon e il deserto dell' Arizona, filtrati all'occhio del giocatore da una luce crepuscolare, portatrice silenziosa di un presentimento di sfida e di battaglia. L'impatto grafico a tal proposito è notevole, sia perché, essendo un fiore di primavera per la neonata Ps3, nessuno aveva mai visto niente di simile su console, sia perchè, molto più oggettivamente, la qualità di realizzazione del gioco si attesta su livelli decisamente alti. Ma ancora non abbiamo giocato..

La pillola rossa o la pillola blu

Metabolizzato l'impatto iniziale con un primo esponente della nuova generazione di videogiochi, ci dirigiamo verso il menu per vedere cosa ha da offrire questo Motorstorm. La sorpresa più evidente, e certo in questo caso non si può dire sia positiva, è una relativa penuria di modalità di gioco: per il single player le strade sono soltanto due, e si chiamano 'Gioca' e 'Divertimento'. Più che a un bivio qui siamo di fronte a una strada principale e alla sua piccola diramazione, perchè il senso del gioco risiede quasi esclusivamente dietro la scelta di quel 'Gioca' che appare così generico e stiracchiato, e che in un certo senso è proprio generico e stiracchiato. Scordiamoci campionati, tornei, gironi, punti, classifiche e quanto il nostro intellettualismo sportivo ha prodotto in secoli di agone: qui si ritorna alla bestialità dell'immediato, alla 'pancia' che fagocita l'intelletto per disperderlo in migliaia di impulsi istintivi. Si gioca per vincere, ogni stratagemma per vincere è consentito, e si vince per sbloccare circuiti, veicoli e livelli di difficoltà. E' talmente essenziale e bonariamente becero che viene quasi da pensare si sposi perfettamente con lo spirito del gioco, ma obiettivamente una modalità più completa avrebbe giovato a questo titolo, conferendogli più spessore. L'alternativa rimane quel 'Divertimento' che altro non è se non una semplice corsa a tempo all'interno di un tracciato (a scelta tra i 21 totali a disposizione, ma in continuo aggiornamento attraverso il Playstation Store) precedentemente sbloccato in modalità 'Gioca'.
Il multiplayer è come un polmone di riseva per un titolo sportivo, e Motorstorm se ne serve con avidità. Organizzato attraverso una costellazione di Lobby (micro-server creati ad hoc dai giocatori), sarà possibile accedervi liberamente e partecipare con amici o perfetti sconosciuti (fino ad un massimo di 12 contemporaneamente) a gare customizzabili a piacimento. Il gioco terrà memoria delle pazze vittorie o ignominiose sconfitte di ogni pilota, ponendo le basi per un fanciullesco stimolo al miglioramento e alla competizione: ogni gara è importante e deve essere vinta! Semplice e solida, la modalità online non delude e si costituisce come l'elemento di espressione più vario dell'intero gioco.

How does it feel ?

Calati in pista e mosse le prime sgommate all'interno di un circuito, non può non colpire l'impasto ri-creativo che il titolo targato Evolution Studios (già alla ribalta con la serie WRC Rally) ha compiuto unendo elementi di grandi classici come Destruction Derby e Burnout; del primo riesumando l'ambientazione di sabbioso nichilismo corsistico; del secondo l'impressionante resa della velocità, la scarica di adrenalina in alcuni passaggi, per esempio dopo l'inserimento del turbo (da manovrare con cautela, pena l'esplosione in mille pezzi del motore con susseguente esplosione dell'intero veicolo), e l'ormai consueto incidente catastrofico presentato in slow motion.
Questo citazionismo però non è fine a se stesso, ma contribuisce alla creazione di un prodotto originale e consistente, del cui valore possono dare credito anche le mani del giocatore, piacevolmente impegnate attraverso l'utilizzo analogico del Sixasis a creare derapate, salti colossali tra burroni di roccia e vittorie in rimonta. Per questo stesso piacere che si prova nel manovrare le nostre macchine infernali, pure rimanendo un' esperienza di gioco prettamente arcarde, non è il caso di lasciarsi ingannare: la sensazione di guida è estremamente realistica (per quanto realistico possa risultare guidare con un Tir lanciato a 150 km/h tra le gole di un canyon) e decisamente appagante; i 16 differenti veicoli a disposizione tra macchine da rally, quad, motociclette, Tir e dune buggy rispondono ai comandi di guida in modo differenziato e peculiare, valorizzando così non solo l'abilità e la predisposizione di ogni singolo giocatore, ma anche la possibilità di interpretare e quindi di percorrere le piste a più livelli. L'enormità dei tracciati nasconde infatti sentieri adatti ad ogni mezzo: la motocicletta prediligerà un percorso impervio roccioso piuttosto che un'autostrada di fango in virtù delle sue caratteristiche di agilità e maneggevolezza; per contro un camion sarà più a suo agio in ampi spazi melmosi, pronti ad ammorbidire le sue inevitabili intemperanze di traiettoria. Tutto questo è visivamente gestito dal pregevole motore grafico Havok, una garanzia per la creazione di modelli fisici verosimili, già utilizzato in decine di giochi, tra cui Half Life 2, Oblivion e il venturo Starcraft 2.
Buono il livello di intelligenza degli avversari gestiti dal computer, capaci di dare filo da torcere ai livelli più alti ma che al contempo consentono al novizio di apprendere le meccaniche di gioco e le classiche 'bastardate' che più di una volta risulteranno vincenti senza eccessive frustrazioni e scoraggiamenti.

Il Rave nel deserto

Una nota di merito va a tutta la dimensione auditiva, presentata in Dolby Surround e comprensiva di effetti e rumoristica, ma soprattutto capace di una colonna sonora degna della migliore Hit Parade di Rock contemporaneo. Durante le nostre vandaliche scorribande a caccia di emozioni forti e gloriose vittorie saremo infatti accompagnati da pezzi 'sporchi' in piena simbiosi spirituale con il gioco, attraverso un palinsesto di musicisti tra i quali spiccano Nirvana, Primal Scream, Wolfmother e Queens Of The Stone Age.
E' sicuramente un merito di Evolution Studios aver individuato un target di utenza anche attraverso una selezione di brani musicale non banale, che si attaglia perfettamente allo stile "sex,drugs&rock'n'roll" del gioco e che non mancherà in alcune circostanze di prolungare il tempo davanti alla TV quel tanto che basta per terminare l'ascolto di uno dei pezzi in tracklist.

Dal letame nascono i fior ?

L'essenzialità di Motorstorm è nel concept come nella struttura, e l'aridità di alcune superfici che ci ritroveremo a solcare furiosamente ricalca un certo bisogno di assestarsi sul basilare, indice di una scelta rigorosa verso i pochi fronzoli e l'immediatezza dell'esperienza di gioco.
In soccorso di una campagna single player decisamente scarna accorre per fortuna una modalità online ben organizzata, che non si presenta come innovatrice ma moltiplica indefinitamente il livello di sfida e distoglie l'attenzione da una ripetitività di situazioni che altrimenti ne avrebbe inficiato e non poco la longevità.
Motorstorm è un gioco che potrebbe andare stretto per gli amanti delle simulazioni vere e proprie (citare Gran Turismo in questo coso è d' obbligo), cui si preferirebbe un'esperienza di guida tecnica e naturalmente legata a una sovrastruttura articolata, mentre troverà estimatori tra coloro che riusciranno a godere di una guida istintiva e improvvisata nonchè di un mondo frenetico dove "la pista è tutto".
Alla fine Motorstorm è e rimane, come ho avuto modo di scrivere in precedenza, un gioco di 'pancia', una lunga ed ininterrotta scarica di adrenalina, diretta e monolitica, come una canzone dei Nirvana.

Pro
  • Adrenalina e ritmo frenetico
  • Sensazione di coinvolgimento
  • Ottima fisica dei mezzi e sistema di guida intuitivo
  • Sfida in rete divertente e ben organizzata
Contro
  • Solo due modalità di gioco
  • Oltre a guidare non si può fare altro
  • Alla lunga può risultare monotono


PS3 Games Content


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16/05/2008


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 Bayonetta (PS3)
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