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Recensioni PS3


Pro Evolution Soccer 2008

Grafica: 7.2
Sonoro: 6.9
Innovazione: 7
Longevità: 9
Giocabilità: 8.8
Modalità Online: 4
7.4/10
Buono

A cura di Papposileno

In nessun campo come quello del calcio gli eventi si ripetono ciclicamente di anno in anno. Come esattori inesorabili con la nuova stagione calcistica suonano al campanello le solite diatribe sui diritti TV, le tante polemiche del mercato appena concluso e si annotano le date dei primi big match. In modo parallelo anche il mondo videoludico si interroga sulle simulazioni calcistiche in arrivo e dopo mesi passati intenti a carpire ogni singolo particolare, arriva il day one anche per Pro Evolution Soccer che puntualmente porta con se gioia e amarezze.
Lungi dal voler orientare le vostre scelte in materia, qui ci limiteremo ad analizzare il titolo della casa nipponica tanto atteso dalle comunità di videogiocatori di tutto il mondo, in particolar modo da quella italiana.

Konami, un pizzico di tradizione, un tocco di innovazione e tanta pigrizia.

Atteniamoci alla nuda cronaca e veniamo ad analizzare la nuova incarnazione del calcio made in Konami. Come da tradizione Seabass e soci, pur cercando di innovare aspetto grafico e qualità generale del titolo, non hanno stravolto le uscite precedenti, concentrando tutte le energie sul miglioramento del gameplay e dando meno rilievo alla grafica tout court. Drammaticamente il primo impatto visivo lascia subito perplessi. Se da sempre la grafica non è il requisito principale della serie, arriva il punto in cui questa non può più essere messa in secondo piano soprattutto in questa generazione di console. L'aspetto dei giocatori farà trasalire coloro che hanno giocato qualsiasi altro titolo per PS3 o XBOX360. Difatti non è difficile rilevare come il comparto grafico sia nettamente inferiore agli standard cui si attestano le più recenti produzioni per le due console. Rispetto ai precedenti capitoli della serie è stato fatto qualche passo avanti ma nulla di eccezionale. La ricostruzione facciale alterna realizzazioni davvero pregevoli ad altre inspiegabilmente anonime. Le andature, per quanto personalizzate per ogni campione conosciuto, alternano movenze riconoscibili ad altre irreali e goffe. Tuttavia tiri, passaggi e dribbling sono come sempre notevoli. Il movimento della palla, acclamato come una delle migliorie del gioco, è peggiore per consistenza e velocità anche alla versione per PS2. Facile notare come il rotolare del pallone non varia nel passaggio da una inquadratura all’altra e la velocità dello stesso è irrealisticamente elevata rispetto alle proporzioni del campo di gioco. La cornice degli eventi su schermo (Stadi, pubblico, presentazione dei match ecc.) è semplicemente non all’altezza di un titolo di questa fama. Basti pensare al pubblico sullo sfondo dopo un goal o qualche attimo prima dell’inizio di un match quando la camera inquadra i due giocatori in attesa di battere il calcio di inizio: la differenza di resa grafica tra i giocatori in campo e il pubblico è imbarazzante, in particolar modo sulla console di casa Sony. Chi si aspettava di vedere tra il pubblico animazioni sempre differenti e funzionali agli sviluppi in campo dovrà rassegnarsi ancora una volta ai soliti cartonati che si ripetono. Siamo ancora molto distanti da produzioni sportive come NBA 2K8, Tiger Woods 2008 e FIFA 08.
Nanche su TV ad alta definizione il gioco fa una bella figura. Programmato per girare su HDTV a 720p, dimostra tutte le sue incertezze sia con collegamento via Component sia via HDMI e nulla cambia alle risoluzioni superiori.
Ma veniamo al problema principale ovvero la fluidità di gioco. PES 2008 soffre di terribili rallentamenti dovuti a cali di frame rate troppo frequenti per essere ignorati. Appena su schermo saranno presenti più della metà dei calciatori il gioco rallenta inesorabilmente e durante i repentini cambi di gioco su schermo comparirà il classico effetto onda dovuto al tearing con i pixel che faticano a sincronizzarsi. La fluidità del gioco guadagna qualcosa nel suo formato nativo ed in particolar modo nella versione Xbox 360, dove cali di frame rate e rallentamenti sono evidenti principalmente nei replay.
Di certo PES 2008 non sarà il gioco che spingerà i più tradizionalisti possessori di TV a tubo catodico al grande salto verso l'alta definizione, la nitidezza dell'immagine in questo caso è più difetto che pregio visto che la presenza di aliasing è ancora più evidente. Per il resto la grafica è praticamente la stessa. Per quel che riguarda i menu, questi sono stati ridisegnati ma la sostanza relativa alla modalità di gestione della squadra è rimasta invariata.
Avrete 15 stadi tra cui scegliere ma di fatto sarete vincolati a scegliere quelli dove gli spalti sono meno evidenti. In modo particolare in prossimità delle panchine, nei momenti di gioco in cui l'area è maggiormente affollata e sui rinvii del portiere l'incubo del frame rate tornerà ad angosciarvi. La scelta del campo di gioco verrà veicolata quindi da questa conoscenza per cui scordatevi il Bernabeu o la Bombonera, alla lunga vi troverete costretti a scegliere l'anonima Club House (una volta sbloccata), decisamente lo stadio migliore per godersi un match senza rallentamenti di sorta.
Le opzioni in fase di editing fanno un passo avanti rispetto al PES6 visto su Xbox 360 ma paradossalmente appaiono ancora ridotte rispetto a quanto visto sui primi capitoli della serie. Non è più possibile creare un calciatore personalizzato prendendone uno qualsiasi dal database e modificandone attributi e valori. Gli scarpini non sono editabili, non si può decidere lo stile con cui i giocatori indossano la propria maglia e tanto altro. In generale è stato decurtato di molte opzioni paradossalmente ancora possibili persino nella versione PS2 e la cui implementazione non sarebbe stata così onerosa.
Da apprezzare l’introduzione della possibilità di caricare volti reali via webcam, anche se lascia molto a desiderare la limitatezza di utilizzo di questo mezzo, con una implementazione scarna e con poche opzioni. Il numero limitato di maglie (8) e di volti che è possibile importare nel gioco lascia l’amaro in bocca ancora una volta per quello che poteva essere e non è stato. La Webcam non può essere utilizzata per la chat in game, cosa che sarebbe stata alquanto gradita dalla comunità di appassionati che si ritrovano online ma che tra le tante aspettative deluse riveste sicuramente minore importanza.

Dateci Caressa!

L’audio che accompagna le partite, con i cori dei tifosi, il boato della folla dopo un gol, il rumore dei contrasti di gioco o della palla che sbatte contro il palo, appare ben fatto ma non ai livelli che ci si dovrebbe aspettare. Il dolby digital è apprezzabile solo nelle schermate di selezione di modalità con l’accompagnamento musicale durante il nostro vagare per i vari menu. Nota stonata, sempre che abbia una rilevanza in un titolo calcistico, è l'impossibilità di aggiungere brani personalizzati alla playlist del gioco. Chi non ama il rock o il funky martellante finirà inesorabilmente per disabilitare la musica dai menu del gioco.
La telecronaca, affidata anche stavolta ai prodi Sandreani e Meccia (alias Civoli) lascia parecchio a desiderare. I commenti si ripetono pedissequamente per tutta la partita in un insieme scoordinato di frasi già sentite e senza nessuna enfasi per i momenti chiave del match.
Non è raro sentire interventi non appropriati e poco inerenti a quanto accade in partita. La scarsa qualità degli isolati interventi tecnici di Sandreani ci fanno apprezzare i momenti di silenzio in cui i due si esentano dalla narrazione degli eventi a schermo. I nomi dei giocatori sono pronunciati in maniera corretta e con puntualità, ma anche in questo ambito è stato fatto decisamente poco rispetto al passato.

Gameplay mon amour!

Perché scegliere questo titolo quindi? Perché tutte le grandi imperfezioni celano la genialità dell'autore che le ha lasciate incompiute. PES 2008, infatti, dietro la sua scorza d'incompletezza e il suo aspetto grezzo, nasconde la solita grandissima giocabilità e il grande appeal con cui riesce a far calare il giocatore all'interno del match. Dopo poche partite, necessarie a scrollarci dalle dita le meccaniche di gioco maturate nelle lunghissime sessioni di gioco vissute con gli amici sul precedente episodio, ci renderemo conto quanto sublime sia la giocabilità di questo capitolo ancora una volta migliorata rispetto al passato.
Nonostante tutto è inutile negare che il frame rate instabile intacchi in qualche modo anche la giocabilità. Col tempo potrete anche abituarvi ai rallentamenti ma non gioirete di certo quando questi porteranno fuori tempo i vostri interventi. Una scivolata ben calibrata può trasformarsi in un fallo e grazie ai poco tolleranti arbitri questo si traduce spesso in espulsione. Decisioni istantanee e tiri ben calibrati diventano quasi impossibili quando l'area è affollata a causa dell'engine che sembra soffocare.
Nelle partite in single player avremo modo di testare una delle grandi innovazioni annunciate per questo PES 2008: il sistema Teamvision. Il computer apprende dinamicamente il nostro stile di gioco e appone i rimedi tattici necessari per evitare situazioni pericolose già verificatesi in altre occasioni durante il match. Le marcature sono più strette e i giocatori si sfiancano col passare del tempo, motivo per il quale la corsa nuda e cruda non è che una possibilità marginale a disposizione dei contendenti per portare a casa la vittoria. E' assolutamente necessario variare in continuazione il proprio gioco usando tutte le tattiche a disposizione. La Cpu diventa quindi una buona maestra e compagna di gioco. In generale anche il livello di difficoltà più basso permette di godere di una esperienza di gioco maggiormente appagante rispetto al passato, soprattutto nella rinnovata master league. Contrariamente al passato il nostro avversario virtuale usa tutti i comandi di gioco disponibili. Spesso si rimane ammirati nel rivedere i replay di alcune azioni e stupiti nello scoprire una nuova finta o combinazione di movimenti che non avevamo ancora provato. Tunnel, finte laterali, colpi di tacco volanti e altre ancora sono le nuove abilità. Molto appagante anche il fatto che le varie sequenze si possano combinare insieme creando una serie di movimenti personalizzati tipo combo in perfetto stile picchiaduro. Non aspettatevi però che questi giochetti siano così facili da realizzare, il gioco non perde mai di vista il realismo a cui mira e solo un mix tra la vostra abilità e quella del calciatore controllato permetterà acrobazie e dribbling mozzafiato.
In generale è più difficile vincere i contrasti, pressare eccessivamente il portatore di palla con la X spesso si risolve in un fallo e i tackle scivolati devono assolutamente essere precisi per non incorrere in un cartellino. Il portatore di palla controllano la sfera con più facilità e si ha anche la sensazione di portare avanti un certo peso. Questo fa si che anche il fattore velocità sia più rilevante. L'engine è cambiato per cui ora la visuale non cambia ogni volta che l'arbitro estrae il cartellino o si subisce un fallo però non c'è più la modalità per battere subito la punizione introdotta con PES6 e bisogna aspettare ogni volta il fischio dell'arbitro. Vista la maggiore severità dell'arbitro e quindi il maggior numero di punizioni questo spezzetta troppo il gioco.
Anche l'atteggiamento dei portieri è stato modificato in meglio. In PES6 molte reti venivano messe a segno perchè i portieri respingevano i tiri sui piedi degli attaccanti che sopraggiungevano rendendo inutile la parata stessa e dando all'avversario un goal facile. Questo fenomeno fortunatamente è stato molto ridotto, i portieri bloccano meglio la palla o la respingono su traiettorie laterali.
Una menzione certamente non d'onore alla possibilità di simulare. Questa nuova "feature" ha diviso in due i fan. Konami dice che così il gioco rispecchia maggiormente la realtà ma nessuno di noi ama i simulatori vero? Simulare equivale a barare allora perchè spremersi per aggiungere questa possibilità al gioco? Certamente Konami avrebbe fatto meglio a concentrarsi su altri aspetti di gioco.
I comandi, rimasti quasi del tutto invariati, continuano ad apparire migliori sul pad di casa Sony grazie soprattutto al maggior feeling maturato negli anni, nella versione 360 è d'obbligo l'uso dello stick analogico che tuttavia alla lunga potrebbe anche conquistarvi per maneggevolezza.
Peccato per la presenza di soli 4 campionati provvisti di licenza (Serie A, Liga, Eredivisie, la ligue1) cui si aggiunge la Premier League, anche se non licenziata e un buon numero di squadre di vari paesi con le quali mettere insieme la corrente Champions league. Poche se si pensa allo smisurato database dell'acerrimo rivale FIFA e alle enormi potenzialità non sfruttate del blu-ray disc.

Un'altra partitina?

Tradizione vuole che PES dia il meglio di sè nelle interminabili sessioni tra amici e anche questo capitolo vi trascinerà in scontri fino all'ultimo goal. Allo stesso modo era forte il desiderio di creare tornei con i nostri amici online e affrontarci in sfide epiche ma qui il gioco ancora una volta delude. Dal primo accesso alla rete l'amara verità si presenta subito ai nostri occhi: giocatori che scompaiono da una parte e riappaiono in altre parti del campo, la palla che diventa una specie di proiettile sparato a destra e a manca, lag in ogni sequenza di gioco vanno ad aggiungersi ai già citati problemi di frame rate rendendo di fatto inutilizzabile la modalità online.
Non è possibile inoltre personalizzare il sistema di chat durante i match e anche la ricerca delle stanze di gioco appare meno funzionale rispetto a PES6. Meglio, in questo aspetto, la versione per Xbox 360. Infatti, mentre per la console di casa Microsoft è possibile invitare un amico a giocare accedendo direttamente alla lista amici della dashboard, per PS3 la procedura è a dir poco macchinosa. In fase di accesso è indispensabile registrare il prodotto riportando il codice presente sul retro del libretto di gioco e configurare sul server Konami un nuovo account che non per forza deve coincidere con quello con cui si accede al Network. Inoltre la prima volta che ci si scontra con un avversario online è necessario scrivere manualmente il nome del contatto che si desidera sfidare, rendendo oltremodo laboriosa anche la semplice preparazione della stanza di gioco.
Tutto ciò purtroppo denota poca attenzione verso un mercato, quello europeo, in forte espansione, ma soprattutto una eccessiva fretta nel rilascio che tuttavia per i titoli sportivi si rende necessario a cadenza annuale.


Nonostante i suoi limiti tecnici, le sue incertezze grafiche e il suo stile ancora legato indissolubilmente ai vecchi schemi delle produzioni passate della software house nipponica, PES 2008 rimane l’unica vera incarnazione calcistica in circolazione. L’unica che continui ad avere un approccio simulativo al gioco. Questo non per la fedeltà della grafica ma grazie alla sua meccanica di gioco, al suo porsi come puzzle di azioni logiche e strutturate, non legate al gesto, ma ad undici uomini che si muovono sincronicamente in campo con un obbiettivo che sembra comune: attaccare, difendere, temporeggiare, ripartire e tutta l'essenza del calcio.
Questo è ancora quel tocco di magia che gli consente di essere superiore agli altri titoli calcistici e che continua a renderlo imprevedibile e potenzialmente infinito.
Squadra che vince non si cambia, è vero ma rispetto alle aspettative il titolo ha mostrato non poche lacune, un gioco che poteva essere epocale e che invece non è che un altro piccolo passo verso la strada della simulazione calcistica definitiva. Benino per essere la prima incarnazione su PS3 ma dopo il primo capitolo per Xbox360 ci si aspettava qualcosa di più anche dal punto di vista dell'innovazione.
In definitiva un gioco ancora non etichettabile come next-gen ma che consiglio soprattutto agli amanti del calcio giocato, meno a coloro che ripongono maggior attenzione al fotorealismo della grafica.

Pro
  • Molto più longevo contro la CPU;
  • Meccaniche di gioco ancora migliorate;
  • Nuove finte e nuove mosse molto spettacolari;
  • Uso integrato della webcam in fase di Editing
Contro
  • Graficamente non all’altezza della nuova generazione;
  • Online da rivedere per via di svariati bug:
  • Database ancora ridotto;
  • Telecronaca inascoltabile.








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 Bayonetta (PS3)
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