Complete control
Guitar Hero: Aerosmith eredita dal terzo capitolo della serie molti aspetti, in diversi casi migliorandoli. Il primo esempio di quanto detto sino ad ora lo abbiamo all'apertura della scatola del gioco: il controller.
La les paul in dotazione apparentemente è, eccetto la mascherina, identica a quella di Guitar Hero III, e questo dati i numerosissimi feedback negativi dell'utenza da tutto il mondo, non è un bene. Numerosi erano i problemi con questo controller (probabilmente dovuti al fatto dell'introduzione del wireless e del manico smontabile), a partire dai tasti che non si premevano per finire alla sincronizzazione con la console, che in molti casi non andava. Red Octane tuttavia sembra aver fatto un ottimo lavoro in questo senso, risolvendone la maggior parte e rendendolo oltre che esteticamente fantastico (è la Les Paul!) anche funzionale. Non sarà più necessario infatti lo zappare sui tasti nella speranza che l'hammer on funzioni né lo scotch per tenere saldo il manico al corpo della chitarra. Il fastidioso clic che si avvertiva alla pennata inoltre sembra quasi sparito.
No surprize
Una volta accesa la console, i menù saranno quello che più vi salterà all'occhio. Lo sfondo in pelle marrone con i contorni rosa è quanto di più pacchiano si sia mai visto in un videogioco. Superato il trauma dei colori, notiamo che tra le voci del menù non è stato aggiunto nulla di nuovo: Solita modalità carriera, Avvio veloce, Multiplayer, esercizi e opzioni.
Prima di cominciare a rockeggiare nella carriera, dovremo scegliere un personaggio da usare. I chitarristi di base sono gli stessi del terzo capitolo e, a dirla tutta, di tutti i Guitar Hero precedenti (un po' di novità non farebbe male...). Nello store invece troviamo tutti i cantanti che incontreremo durante il gioco più l'immortale Lou, il diavolo con le corna che ci ha fatto sudare nel terzo episodio. A seconda del "rocker" che sceglieremo lo sfondo dello spartito cambierà tema. Purtroppo, a prescindere dalla scelta che faremo, saremo costretti ad utilizzare, in tutte le canzoni degli Aerosmith, Joe Perry. Non che ci sia niente di male in questo, il tema dello spartito però è confusionario ed illeggibile, e spesso vedremo le note troppo tardi per colpirle bene.
Per quanto riguarda la scaletta, il sistema è rimasto lo stesso. Man mano che suoneremo i nostri brani avremo accesso a nuovi blocchi di canzoni (rappresentati dai vari concerti che gli Aerosmith hanno fatto durante la loro carriera) e a delle videointerviste alla band di Steven Tyler e soci. Un discorso a parte va fatto per le canzoni bonus, acquistabili, tramite i crediti che accumuleremo durante il gioco, dallo store, insieme a nuove chitarre, nuovi costumi, nuove finiture e tanto, tanto altro.
Nonostante la grafica non sia certo un punto su cui la saga di Guitar Hero basi il suo successo, i personaggi sono riprodotti abbastanza fedelmente. Il motore grafico è lo stesso di Guitar Hero III (che novità!) ma in particolare sui membri della band Americana sono stati fatti lavori di Motion Capture per catturarne i movimenti e riprodurli fedelmente nel gioco. Il risultato è davvero ottimo, e ci sembrerà davvero di averli davanti. Da sottolineare inoltre la cura con cui sono stati riprodotti fedelmente i palchi su cui gli Aerosmith hanno suonato durante la carriera. Insomma, niente a che vedere ovviamente con giochi graficamente impressionanti quali Uncharted o Gears of War, però in questo campo il gioco può tranquillamente dire la sua.
Let the music do the talkin'
Il fulcro di ogni Guitar Hero è, da sempre, la tracklist. In questo episodio del gioco potremo suonare brani storici del gruppo di Steven Tyler e compagni o che comunque ne hanno segnato la carriera. Non mancano capolavori come All the young dudes, Dream On, Walk this Way o Complete Control. Purtroppo le licenze costano, e una buona parte dei brani sono semplicemente cover (anche se mediamente fatte molto bene), come la sopra citata All the young dudes. Assolutamente stranissime inoltre alcune scelte di Neversoft, come l'inserimento nella tracklist principale del gioco della versione di Walk this way cantata dal rapper Run DMC invece della infinitamente più bella versione classica, oppure il totale non inserimento di brani come I don't wanna miss a thing, Jaded, Janie’s Got a gun o l'immortale Cryin'.
In tutto il percorso di gioco, comprese le bonus, potremo suonare solamente 42 canzoni, poco più della metà di quelle presenti negli scorsi Guitar Hero. Questo ovviamente non va a favore della longevità del gioco, completabile in poche ore senza alcuno sforzo. Il fatto che il titolo sia monotematico inoltre non rappresenta una scusante in quanto gli Aerosmith, nella loro lunga carriera, hanno scritto abbastanza capolavori da poter riempire due giochi del genere.
La casa di sviluppo ha inoltre annunciato che non rilascerà nessun brano né sull'XBox Live Marketplace né sul Playstation Network. Neversoft infatti sembra non avere intenzione di continuare anche dopo il rilascio il supporto del gioco, concentrando tutte le sue attenzioni sull'imminente Guitar Hero: World Tour.
Walk this way
Dando un'occhiata superficiale, il gameplay è rimasto invariato dal precedente capitolo. Vedremo, come di consueto, il nostro tappeto scorrere al centro della TV, sul quale passano delle note che dovremo colpire a tempo di musica. Ogni dieci note consecutive il moltiplicatore, segnato alla sinistra dello spartito, sale di una unità, e ovviamente questo ci permetterà di fare più punti: se una nota senza moltiplicatore valeva 100, con il moltiplicatore 2 vale 200 e così via. A destra invece troviamo il "rockometro", che indica l'impatto della nostra performance sul pubblico. Se il rockometro arriva al limite della zona rossa il brano sarà fallito. Sopra il rockometro avremo la barra dello Star Power: quando sarà carica potremo scatenare questo potere dirompente per fare più punti o semplicemente per risollevarci da una performance non certo perfetta. Il tutto viene arricchito da una perfetta simulazione degli hammer on e dei pull off, tecniche con le quali potremo evitare di plettrare tutte le note, per facilitarci la vita negli assoli più difficili.
Andando nello specifico tuttavia, soprattutto i giocatori di vecchia data noteranno diverse differenze con Guitar Hero III. La soglia di tolleranza nella quale potremo colpire le note, e di conseguenza anche gli hammer on e i pull off, è decisamente diminuita, facendo storcere il naso ai nuovi clienti della serie, ma rendendo felici tutti gli esperti.
Nonostante questo, il gioco risulta davvero troppo semplice rapportato agli standard degli scorsi titoli della "saga". Se con Guitar Hero II abbiamo sudato sangue per completare canzoni come Beast and the Harlot e Psychobilly Freakout e con Guitar Hero III abbiamo faticato con canzoni come The number of the Beast e Raining Blood, con Guitar Hero: Aerosmith l'unica canzone che ci potrà dare qualche problema è l'ultima della setlist principale, Train Kept a Rollin', a qualsiasi livello lo si giochi. Discorso a parte va fatto per la scaletta bonus, che vanta brani come Mercy o Talk Talkin'. Niente a che vedere ovviamente con Through the fire and flames, The way it ends o Jordan, ma potremo trovare comunque nuove sfide.
Stessa cosa per le guitar battle, ridotte ad una sola sfida ed estremamente più semplice di quella con il diavolo con le corna Lou. Unica novità introdotta su questo versante è la possibilità di suonare, anche per chi non possiede una connessione ad XBox Live o al Playstation Network, le canzoni complete delle battaglie tra chitarre, sbloccabili dopo aver battuto il vostro sfidante e acquistabili nello store.
Sweet Emotion
Il multiplayer può essere considerato come la netta separazione tra la gestione Harmonix e quella Neversoft. Se in Guitar Hero II 360 eravamo rimasti delusi dalla sola modalità cooperativa e dal sistema di classifiche, il terzo capitolo ha dato una vera e propria svolta, introducendo per la prima volta il gioco online. Il gioco multiplayer in locale o via XBox Live sfoggia 3 principali modalità:
-La modalità Cooperativa, con il quale potremo divertirci con i nostri amici potendo suonare la parte della chitarra e la parte del basso;
-Le 2 modalità Sfida/Sfida Pro, che ci permetteranno di distruggere a suon di punteggi i nostri avversari;
-La guitar battle, sostanzialmente identica a quella che affronteremo in modalità carriera ma questa volta usufruibile con tutti i brani e giocabile assieme al nostro avversario.
Purtroppo, in questo caso, poche modifiche sono state fatte per quanto riguarda il gioco online. A volte potremo trovare, nelle partite classificate, canzoni già cominciate, come nell'online di Guitar Hero III, e dati i feedback negativi che gli utenti hanno dato sui vari siti ufficiali e non, questo non è affatto positivo e non fa certo ben sperare per il futuro.
Nonostante questi difetti però il gioco online rimane godibile e la varietà delle modalità farà sì che il gioco risulti longevo e quasi mai noioso.
Cryin'
In conclusione, non è tutto oro quel che luccica. Nonostante l'idea di base fosse buona, il gioco delude le aspettative e si configura come un titolo per i soli appassionati degli Aerosmith e, ovviamente, per i fanatici del genere. I soli 42 brani e soprattutto la quasi totale assenza di novità non giustificano minimamente il prezzo pieno del gioco, che si potrebbe tranquillamente considerare una semplice espansione e sarebbe potuto essere rilasciato come contenuto scaricabile. Neversoft, riprovaci, sarai più fortunata.
PRO:
- Multiplayer online godibile
- Soglia di tolleranza nel quale colpire le note diminuita
- Controller migliorato rispetto a Guitar Hero III
- Solo 42 canzoni comprese le bonus
- Molte cover
- Pochissime novità rispetto a Guitar Hero III
- A qualsiasi difficoltà lo si giochi, il titolo risulta troppo semplice
- Prezzo decisamente esagerato per quello che il gioco offre
