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Recensioni PS3


Armored Core 4

Grafica: 5
Sonoro: 5.5
Innovazione: 4.5
Longevità: 5
Giocabilità: 5
Modalità Online: 6
5/10
Evitabile

A cura di Mohr

Carenza di risorse energetiche, esplosione della crescita demografica, difficoltà nel produrre sufficienti riserve di cibo, senza dimenticare l'immancabile scenario da apocalisse post-bellica. Questo è il contesto che prelude alle vicende raccontate in Armored Core IV, il nuovo visionario viaggio From Software tra le scintillanti livree dei Mech più celebri dell'universo videoludico.

Guerra e Pax

Terra, futuro prossimo venturo. Il genere umano non ha saputo frenare la corsa al consumo di ogni tipo di risorsa del pianeta e le maggiori democrazie del globo, distratte dalla battaglia per la supremazia economica, non hanno potuto opporsi alla crescente ondata di terrore. Le città di tutto il mondo sono, ormai, ridotte a cumuli di macerie ed il sistema finanziario mondiale è prossimo al collasso.
In questo contesto il potere è detenuto da chi può vantare un vantaggio economico e tecnologico sui propri rivali e le sei Compagnie più dotate in questo senso si alleano per realizzare un nuovo ordine mondiale. Gli eserciti delle ipertrofiche democrazie nazionali sono, ormai, del tutto incapaci di fronteggiare i seppur sparuti drappelli di Mech sguinzagliati dalle Compagnie e devono arrendersi allo strapotere nemico.
La guerra lampo si risolve in un fulmineo colpo di stato e le popolazioni risparmiate dal conflitto vengono, così, deportate in Colonie dove sono loro assegnate abitazioni e razioni di cibo appena sufficienti per sopravvivere. L'utopica convinzione che questa nuova fase, soprannominata dai suoi fautori Pax Economica, possa risolvere i problemi del mondo non permea tutti gli strati della malconcia civiltà umana ed il dissidio inizia a crescere.
E' proprio questa latente insoddisfazione che nutre le speranze di un solitario paladino della giustizia. Si tratta dell'ultima freccia all'arco della resistenza al potere despotico, dell'unico militante in grado di contrastare i 30 Armored Core che hanno soggiogato l'umanità intera.

Forza bruta e pianificazione

Dopo aver contestualizzato le vicende entro le quali si snodano i capitoli di questa tetra narrazione, cerchiamo di addentrarci ulteriormente nel misterioso mondo dei Mech.

Un Mech è, fondamentalmente, un formidabile ammasso di leghe metalliche opportunamente lavorate in modo da costituire un agile veicolo per ogni tipo di armamento pensabile. Dotato di arti e sembianze antropomorfe, il Mech viene alimentato da un potente generatore, è equipaggiato con sensori di prossimità, con radar e sistemi di rilevamento dei nemici. Non da ultimo è dotato di un arsenale di armi interamente sostituibile ed adatto ad ogni campo di battaglia.

Da questa sommaria descrizione si comprende come risulti fondamentale adattare alle proprie attitudini il Mech. Non si può prescindere, perciò, da un garage colmo di congegni elettronici e armamenti di ogni foggia con i quali equipaggiare la nostra arma totale. A questo riguardo, le possibilità di scelta fornite dai ragazzi di From Software è decisamente vasta e basta dare un'occhiata veloce alla sezione di verniciatura del nostro mezzo per comprendere quanto tempo si possa dedicare alla creazione della macchina perfetta.

Come ogni gioco organizzato in capitoli, è previsto, inoltre, un sistema di acquisizione di crediti virtuali da spendere nell'acquisto di attrezzature sempre più efficaci. A questo riguardo, sin dall'inizio dell'avventura, si avverte l'esigenza di disporre di un ricco arsenale di armamenti per affrontare le varie missioni. E', infatti, impensabile neutralizzare sciami di bombe a grappolo con spada laser e pistola automatica: bisogna preferire un approccio più drastico al problema e dotarsi di un lanciarazzi posteriore e di mitragliatori o machine-gun. Il capitolo armi è uno dei punti a favore di questo gioco, dal momento che le diverse configurazioni di combattimento assunte dal Mech al variare delle dotazioni di bordo risultano ben riconoscibili. Il giusto compromesso tra agilità nei movimenti e potenza di fuoco è una condizione essenziale per avere successo in questo gioco.

L'aspetto "manageriale" del gioco è reso ancor più importante dal fatto che il tempo disponibile per portare a termine una missione è molto limitato. Come se non bastasse, il numero di munizioni utilizzato e la percentuale di salute residua a missione ultimata influiscono sul premio in crediti garantito a fine livello. Questo aspetto è ben calibrato e la sottile linea di demarcazione tra successo e sconfitta è resa ancor più impalpabile dallo scarno briefing che ha luogo durante il caricamento del livello di gioco. Una gentile voce femminile, stile navigatore satellitare, espone gli obiettivi principali sui quali focalizzare l'attenzione; il resto è lasciato al nostro colpo d'occhio ed alla nostra improvvisazione.

L'unico appunto che si può muovere a questo aspetto del gioco riguarda la poca chiarezza sul costo dei potenziamenti. La somma da disporre per dotarsi delle varie migliorie viene computata a modifica effettuata e costringe a fastidiosi salti di menù e calcoli improvvisati. Insomma, una procedura più limpida avrebbe reso il tutto molto meno tedioso.

Azione: difficoltà su difficoltà

Finora abbiamo discusso delle fasi che preludono al gioco in sé. E' ora il momento di comprendere se anche l'azione è stata curata con la stessa, maniacale attenzione.

Non appena intraprendiamo l'unica modalità in giocatore singolo, la classica Story Mode, uno scarno tutorial ci introduce alle caratteristiche del Mech. Giusto il tempo di guardarci attorno in una spoglia camera di prova, di puntare qualche bersaglio inoffensivo e la guida finisce. A questo punto si immagina che si sia voluto dare spazio ad un apprendimento "sul campo", ma ben presto ci pervade una diversa consapevolezza. Sin dal primo livello, la mobilità del Mech appare piuttosto ridotta: il sistema di volo e quello di propulsione ausiliaria si dimostrano abbastanza rozzi ed i movimenti risultano impacciati. Servono a poco le migliorie e gli stabilizzatori applicabili presso il garage: ogni modifica si rivela inadeguata a correggere la maneggevolezza del robot.

Rassegnati ad una scarsa confidenza col mezzo, non resterebbe che affidarsi al combattimento vecchio stile: corsa e fuoco, run and gun. Niente da fare: il sistema di puntamento non riconosce immediatamente i bersagli e la selezione del target risulta praticamente impossibile in modalità manuale. Per fortuna la pessima IA dei nemici impedisce loro intelligenti manovre diversive e potremo facilmente neutralizzarli con scariche pressochè casuali di proiettili. Neanche nelle missioni a difesa di una posizione sensibile, il divertimento aumenta. Questi livelli consistono nel trovare una posizione opportuna dalla quale si domini in campo di battaglia e nello scaricare tutte le munizioni contro i nemici che si avvicinano. Ironia della sorte, il puntatore automatico in queste situazioni funziona in maniera mirabile, mortificando le nostre velleità di cecchini consumati: ci pensa il gioco a "risolvere" le difficoltà e a rendere ancor più piatto il susseguirsi dei colpi.
Come se non fosse abbastanza, i livelli sono concepiti per essere esplorati in misura talmente ridotta, che non sarà infrequente infrangere l'area prevista per l'azione e capitolare con un fallimento della missione.

Audio e Video: i problemi continuano

A questo punto, bocciato decisamente il gameplay, qualcuno potrebbe essere portato a buttarsi a capofitto nella contemplazione estatica di ambientazioni profonde ed effetti audio da urlo. La realtà del gioco non è, purtroppo, questa.

Le ambientazioni sono assolutamente scialbe e ripetitive. I livelli di gioco sono estremamente piccoli e mal concepiti e gli sfondi sono piatti e senza una chiara identità. Città vuote e costruite in maniera approssimativa si alternano a colline che sembrano più colate laviche di poligoni senza alcun senso geologico. Un ulteriore punto a sfavore è costituito dall'interattività dell'ambiente: i colpi inferti lasciano tracce identiche su tutte le superfici e per di più esse scompaiono in pochi secondi. Una delle poche note positive del gioco è costituita, invece, dalla resa grafica dei Mech, i cui modelli sono ben disegnati. Anche i movimenti risultano credibili dal punti di vista visivo.

Infine, il comparto audio non contribuisce certo a lenire le sofferenze prodotte da gameplay e grafica: l'unica nota lieta è la voce femminile che ci inizia ai segreti livelli, per il resto solo qualche effetto legato ai propulsori del mezzo si salva dall'insufficienza.

Multiplayer: àncora di salvezza

La scarsa verve del gioco singolo si riversa in una modalità online decisamente scarna: le poche e mal caratterizzate arene non rendono giustizia ad un genere che meriterebbe attenzioni maggiori. In controtendenza rispetto a quanto detto finora, il gioco è immune da problemi di lag o scatti vari: una magra consolazione. E' anche presente l'opzione multiplayer offline, sia a schermo diviso che con system link. Paradossalmente, la difficoltà nei movimenti e nel puntamento potrebbero essere dei punti a favore per qualche ora di divertimento tra amici, ma nulla di più.

Conclusioni: occasione persa

In definitiva, le roboanti dichiarazioni che avevano fatto da preludio a questa uscita non trovano una corrispondenza reale nella qualità della produzione. Ci troviamo, infatti, di fronte all'ennesima occasione non sfruttata a dovere. La storia è ben costruita, ottima è la possibilità di personalizzazione dei Mech, ma manca totalmente il tassello più importante: il divertimento.

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