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Recensioni PS3


The Eye of Judgment

Grafica: 7.5
Sonoro: 5.5
Innovazione: 8.5
Longevità: 9
Giocabilità: 8.5
Modalità Online: 8
7.8/10
Buono

A cura di Pecoranera

Una festa a lungo attesa

Ecco finalmente rivelato uno dei titoli che, fin dal lancio di Playstation 3, ha soffiato più fuoco sulle favoleggiate prerogative da 'Console di Dopodomani' della lucida scatolona nera, attesa portatrice di immersive esperienze e modalità di gioco inimmaginabili.

La promessa in effetti era bella stuzzicante: una avveniristica fotocamera digitale che avrebbe permesso a speciali carte reali di prendere letteralmente vita nelle nostre mani e procurar battaglia alle carte dell'avversario; un tabellone di gioco da stendere davanti a noi che si sarebbe trasformato sotto i nostri occhi increduli in un perfetto campo di battaglia per scontri fantasy all'ultima summon; e poi ancora draghi, maghi e spietati killer mistici che avrebbero popolato il salotto di casa evocati dall'occhio magico della fotocamera.

Eye of Judgement ha fatto galoppare la nostra immaginazione a briglia sciolta: è proprio così che da piccoli immaginavamo il futuristico 2007 da Blade Runner. Oltre a macchine volanti parcheggiate nell' astroporto sul tetto, pillole nutritive al gusto pizza alla diavola e tele-trasporto molecolare, era proprio una vera interazione tra il mondo reale e il mondo virtuale dei videogames che ci aspettavamo dalle pronipoti dell' Intellivision. Non saranno stati in pochi ad aver guardato i primi trailer di Eye Of Judgement eccitati e un pochino commossi: la memoria vola subito alla famosa scena di Star Wars (quella dove Luke Skywalker e Chewbecca giocano a Dejarik sul Millennium Falcon muovendo sulla scacchiera circolare mostruose pedine viventi con nomi impronunciabili) alla quale devono essersi ispirati anni fa i creatori di Battle Chess con una versione degli scacchi per computer dove i vari pezzi combattevano realmente tra loro, idea ripresa poi da J.K.Rowling per il primo libro di Harry Potter.

Dunque le carte che Sony prometteva di giocare sembravano da gran scala reale in una fortunata notte di poker a Las Vegas, ma qualcuno intuiva ugualmente il bluff. Vediamo quali promesse sono state mantenute e quali purtroppo mancate, in misura più o meno vasta e clamorosa.

L'adunata di Rohan

Parlando strettamente delle finalità di gioco, Eye of Judgement ricrea una sfida arcana tra due maghi evocatori giocata molto più sulla strategia che sulla potenza delle evocazioni. Entrambi i maghi dispongono di un mazzo di 30 carte capaci di evocare creature (come draghi, armate magiche e divinità dei quattro elementi) o di lanciare incantesimi che modificheranno le caratteristiche di attacco e difesa dei personaggi e le regole di ingaggio.
L'obiettivo ultimo da raggiungere è l'assoluta superiorità territoriale dell'arena di gioco, una griglia di 3x3 riprodotta sul tappetino incluso nella confezione che rappresenta il terreno della battaglia, su cui schierare volta per volta le proprie creature sotto il controllo attento e severo dell' ”Occhio del Giudizio” (la nostra PsEye che sovrasta il campo di gioco posizionata su una solida struttura facilmente montabile, ovviamente presente anch'essa nella scatola del gioco ).
Durante la partita infatti, il PSEye riconosce la natura e la posizione delle varie carte sulla griglia, ed in base agli input così impartiti la PS3 calcola i danni e gli effetti degli incantesimi delle varie creature e produce a video un'animazione tridimensionale non interattiva dello scontro.

La terra d'Ombra

E' ora di affrontare subito senza pietà il più grande handicap di questo gioco, talmente grande da essere in grado da solo di sciupare l'intera esperienza di gioco e irritare non poco i giocatori se non riescono a porvi rimedio: la PsEye utilizzata in condizioni di illuminazione non ottimali incontra grandi difficoltà nel riconoscimento delle carte. E per "condizioni non ottimali" talvolta si intende anche la luce naturale proveniente da una normale finestra alle quattro di pomeriggio in inverno.
Chi è abituato a fare la sua partitina alla PS3 la sera prima di andare a letto potrebbe avere davvero dei fastidi. Talvolta basterà accendere una lampada in più per risolvere, ma è facile che una illuminazione disomogenea sul piano di gioco renda leggibili alcune zone ma non altre. Insomma, durante le prime partite può succedere di essere costretti a perdere un pò di tempo in questa fase propedeutica per trovare una soluzione di illuminazione che sia ottimale a tutte le ore del giorno. C'è da considerare anche che l'intero "accrocchio" occupa una superficie di circa 50x50 centimetri e va collegato via cavo alla PS3; quindi oltre al problema delle eventuali ombre proiettate sul tabellone, il posizionamento della PsEye è abbastanza vincolato dalla lunghezza del cavo ( ma già che c'erano non potevano farla wireless? ).

Di contro va detto che in condizioni ottimali di illuminazione il riconoscimento delle carte è velocissimo e senza tempi morti: il tempo che intercorre tra il posizionamento della carta sul tabellone e la sua lettura sono solo quei quattro secondi che il gioco vi concede per cambiare idea e togliere la carta prima di renderla ufficialmente in gioco.

In tre si è in compagnia

Come è facile aver intuito Eye of Judgment si gioca in due: potete sfidare il computer oppure misurare il valor bellico dei vostri sgherri magici con un avversario umano, sia in locale - uno davanti all'altro, ciascuno con in mano il proprio mazzo di 30 carte - sia online, ed in questo secondo caso oltre a possedere fisicamente il mazzo sarà necessario registrarlo preventivamente, facendolo riconoscere e memorizzare dalla PS3, in modo da impedire tentazioni poco sportive ai duellanti.
Il microfono integrato della PsEye renderà facilissimo lo sfottò alle giocate del vostro avversario.

Purtroppo, nonostante il bel filmato iniziale faccia pensare il contrario, non è disponibile nessuna campagna singleplayer. Non c'è nessuna trama che giustifichi gli scontri, nessuna principessa da salvare o regno da difendere; in tal senso Eye Of Judgement non differisce molto dalla Dama o da Otello: siete voi contro un altro che combattete, uno vince e l'altro perde, una mera tenzone strategica.

Si capisce subito quindi che questo titolo raggiunge le sue massime vette di divertimento quando possiamo incrociare le armi contro un avversario umano. La possibilità di sfidare il computer è da considerarsi più un allenamento, una sorta di sparring partner con il quale perfezionare la strategia o testare la forza del vostro esercito e tutte le loro possibili interazioni per la massima alchimia bellica. Addirittura il computer non opererà alcun controllo sul vostro mazzo in questo frangente, permettendovi (per così dire) di “barare” durante la partita.
Intendere di giocare a Eye of Judgement soltanto contro il computer alla lunga è triste come giocare a tennis facendo rimbalzare da soli la pallina contro il muro.

Il passaggio della grigia compagnia

Il gioco si svolge a turni alternati. Nella propria fase di gioco gli aspiranti stregoni decidono di utilizzare i punti di mana accumulati durante la partita per evocare una creatura scartando una carta dal loro prezioso mazzo, decidendo poi se farla combattere o lanciare un incantesimo che modifichi le condizioni di gioco.
Fino a che avete Mana da spendere il gioco sarà in mano vostra, le vostre unità potranno combattere, schivare attacchi o trasformarsi in creature ancora più potenti fino a che avrete carburante per nutrirle. In alternativa potete passare subito la mano e stiparvi l'indispensabile mana per il prossimo turno funestando l'avversario con evocazioni più cattive e letali.

Nella confezione del gioco trovate un set base di 30 carte più altre 8 per modificare un pochino il vostro esercito. Altri mazzi contenenti ulteriori creature con le quali fortificare il vostro esercito sono venduti a parte.
Verrebbe da pensare che una volta acquistato Eye of Judgement, a meno che non ci si limiti a sfidare solo giocatori dotati del mazzo base, si sia costretti a continuare a comprare mazzi e mazzi di carte per restare concorrenziali rispetto a giocatori meglio dotati. Non è proprio esatto: in realtà dovrebbe essere un piacere quello di dedicarsi a modificare il proprio esercito.

Il "gioco nel gioco" è proprio quello di crearsi una squadraccia della morte che risponda ai propri gusti personali o all'idea che si ha di come dovrebbe essere un'invincibile armada magica.
Quindi, come un allenatore di calcio che sceglie la rosa dei suoi giocatori stabilendo il modulo di gioco, voi metterete insieme il vostro mazzo decidendo se privilegiare forza bruta, magia, potenza delle armi pesanti o quello che vi rispecchia meglio.

Ma la particolarità di Eye of Judgement è che ai fini della riuscita del gioco è realmente molto più importante la strategia rispetto alla potenza di fuoco.
Questa è infatti una delle caratteristiche pensate con maggior cura dagli sviluppatori del gioco: ve ne renderete facilmente conto vincendo il computer e quindi sbloccando nuovi mazzi di carte che la sua IA potrà utilizzare per combattervi.
Toccherete con mano che, via via che imparate ad essere molto più astuti e accorti nell'uso delle carte del set base, niente potranno contro di voi le creature e gli incantesimi decisamente più potenti del computer che finiranno sprecate e sconfitte dopo pochi turni.
Questo perchè, come abbiamo detto, lo scopo del gioco non è l'annientamento del nemico ma l'occupazione - e quindi il dominio - su almeno cinque delle nove caselle della piattaforma di gioco. Facile intuire che in un simile sistema ciò che veramente conta sono la tattica e l'abilità di impiegare l'unità giusta al momento giusto.
Con un tale obiettivo le unità piccole ed economiche risultano molto più utili che non in altri giochi, e anche se avrete un bel da fare a proteggerle dalla furia di quelle più toste potrebbero risultare determinanti per la vittoria.

Il sistema di gioco è veramente ben studiato e permette un ampio ventaglio di strategie e stili di gioco.
Le creature e le possibilità di combinazione sono davvero tantissime: ci sono le carte dei nani che sommano un punto di attacco per ogni altra carta uguale presente sul tabellone ( ringraziare Warhammer, prego ); ci sono le carte delle macchine da guerra che colpiscono da ogni lato e le abbatti sudando sangue; e poi le carte delle fortezze che aumentano la difesa di tutte le carte alleate nei dintorni, le divinità elementali costosissime da evocare ma devastanti come uno tsunami su palafitte di paglia, le carte di cavalieri altruisti che si sacrificano per un alleato, gli arcieri elfici che colpiscono da molto lontano, i velocissimi draghi volanti, gli imprendibili uccelli, i potentissimi robot di bronzo, e poi ancora pirati, ladri, fate, angeli, streghe e personaggi raccolti a piene mani dalla fantascienza, dal fantasy e dai romanzi d'avventura degli ultimi cinquant'anni, ognuno con le sue personali caratteristiche che daranno vita a situazioni di gioco sempre differenti.
Senza dubbio, giocando, scoprirete che esistono strategie più indicate di altre, imparerete dei trucchetti sporchi per cavarvela quando tutto pare perduto, ma difficilmente potranno essere trovati "schemi standard" per vincere.

L'ordinamento della Contea

Ma Eye of Judgement si può giocare anche solo con le carte, senza PS3 e PsEye?
In teoria sì.
Il tappetino di gioco ha una funzione prettamente scenografica, si potrebbe tenere conto manualmente dei punti salute e delle modifiche avvenute scrivendole su una schede; sono molte in effetti, ma certo non più di una normale sessione di Advanced Dungeon & Dragons, e le proprietà delle singole creature (punti ferita, costo di mana, valore di attacco, difesa e modifiche speciali) sono scritte chiaramente sopra la carta.
In pratica farlo si rivelerebbe un'operazione più macchinosa di quello che può sembrare.

C'è una cosa che non abbiamo detto a proposito della griglia virtuale di gioco.
Guardando lo schermo, noterete che ognuna delle nove caselle che riproducono il vostro campo di battaglia è associata ad uno tra cinque elementi, ovvero fuoco, acqua, terra, legno e biolite (forse equivalente a quello che nelle discipline orientali viene definito il Ku: Il vuoto o il Ki: L'essenza vitale). Scegliere oculatamente su quale casella posizionare la vostra unità vi regala dei Power Up o dei Malus. Ogni casella ha inoltre un B-Side di differente elemento, rappresentato a video in un angolo da un'apposita icona: particolari incantesimi potranno capovolgere una o più caselle o ancora scambiarle tra loro, modificando così le caratteristiche delle unità sovrastanti. Cercare di riprodurre tutto ciò con un pari espediente casalingo risulterebbe senza dubbio molto scomodo.

Una scorciatoia che porta a funghi

Avere a disposizione un cervello elettronico che svolge i calcoli e si occupa di ricordare e controllare le regole permette ai giocatori di concentrarsi solo sulla strategia e passare subito a giocare dopo aver dato una scorsa al manuale di gioco.
Il regolamento è di base piuttosto semplice e accessibile anche a chi non ha mai giocato a simili giochi di carte come Magic. Inoltre nel disco è incluso un tutorial in Italiano che vi illustra passo per passo tutte le regole mostrandovi le singole fasi di gioco, le carte e proponendo delle simulazioni esplicative molto utili.
Questo non significa che Eye of Judgement sia un giochino facile e puerile, anzi vi occorreranno numerose sfide al computer prima di prendere davvero familiarità con il corretto posizionamento e utilizzo delle carte e iniziare a stabilire una vostra strategia di gioco vincente. Imparare a gestire le vostre carte come un vero esercito e a sfruttarne le caratteristiche per volgere a vostro vantaggio le sorti del gioco nonostante l'apparente superiorità del nemico richiederà attente pianificazioni degne dell'imbattibile Karpov.
Effettivamente per rilassare la mente meglio una bella sessione di Call Of "Yaaaah!!! Sparo come un matto a tutto quello che si muove" Duty, ma se siete frustrati dalla vostra vita di modesto bancario perchè avete sempre saputo di essere un Napoleone dentro, Eye of Judgement potrebbe darvi delle soddisfazioni.

La voce di Saruman

Graficamente Eye of Judgement propone modelli con un buon numero di poligoni animati con fluidità, sebbene siamo decisamente molto lontani dalle vette grafiche possibili per PS3. I combattimenti sono rappresentati con buono sfoggio di luci, colori ed effetti speciali come esplosioni, fumo e lampi che talvolta ricordano certi scontri ed evocazioni dei vari Final Fantasy, sebbene alla lunga possano annoiare (come certi scontri ed evocazioni dei vari Final Fantasy...) e forse si preferirà disattivarli a tutto vantaggio di una maggiore velocità di gioco. Una volta entrati nello spirito di gioco non ci interessano più i teatrini dei combattimenti, vogliamo solo procedere con la nostra sfida.

Pessimo invece l'assetto Audio che, tolta l'azzecatissima voce spettrale che presenta le fasi di gioco, si riduce in un loop di suoni fantasy da suoneria di cellulari.

L'ultima discussione

Il concetto più importante che bisogna aver appreso prima di decidere di acquistare Eye of Judgement è che questo NON E' un "videogioco" propriamente detto. Non c'è vera interazione con un mondo virtuale, non si muove e non si comanda nulla. Si scartano carte e basta: questo è un “gioco di carte collezionabili” che richiede il supporto multimediale di una PS3 con PSEye, ma che in sostanza segue la filosofia alla base dei card game: si collezionano carte, si forma il mazzo e si sfida un amico.

Non ci si batte contro la macchina andando incontro agli espedienti che i programmatori hanno pensato per renderci più difficile e varia l'esperienza, non c'è uno scontro uomo-macchina eventualmente estendibile a un altro uomo, come uno sparatutto divertente da giocare da soli oppure online con gli amici, ma un vero rapporto uomo-uomo realizzato attraverso la macchina, un filo virtuale per unire giocatori (di carte) che altrimenti non si sarebbero incontrati mai.

Eye of Judgement è un gioco per DUE giocatori umani, e la macchina è solo il loro playground, o tutt'al più uno sparring partner, un simulatore di guerra, in attesa dello scontro vero.

Ma The Eye of Judgment è divertente?
Visto come gioco di carte collezionabili è molto divertente e innovativo: si distingue dalla massa per il possesso di elementi aleatori, ottime possibilità di combinazione tra i personaggi e per la sua natura tipicamente tattica, senza fronzoli. Visto in questa ottica Eye of Judgement è talmente coinvolgente da far perdere il senso del tempo e non mancherà di soddisfare tanto gli appassionati quanto i neofiti dei card game.
Che non ci si faccia ingannare dalla natura favolesca dei personaggi, perchè Eye of Judgement è impegnativo e appagante come i migliori wargame: attacchi lampo, agguati, mosse eroiche, accerchiamenti, bombardamenti a zona ...non manca nulla.

Una felice e duratura alleanza Sony-Hasbro-WotC che renda lungamente disponibili deck di espansione e di relativi aggiornamenti del gioco potrebbe rendere infinitamente longevo questo titolo, scatenando una nuova isteria collettiva per questo tipo di giochi o facendo inesorabilmente ricadere nel 'giro di carte' chi si è appena disintossicato da Magic.
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 Bayonetta (PS3)
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